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Il sindaco scrive al direttore dell’Ausl «Per il Ramazzini unità prefabbricate»

Serena Arbizzi
Il sindaco scrive al direttore dell’Ausl «Per il Ramazzini unità prefabbricate»

Il grido d’allarme di Bellelli: «I limiti strutturali dell’ospedale edificato a inizio Novecento sono ormai evidenti a tutti»

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«I limiti strutturali di un ospedale edificato a inizio Novecento sono evidenti a tutti. Per la sicurezza di pazienti e operatori il Ramazzini non può ospitare un numero più alto di pazienti Covid-19 positivi rispetto agli attuali. Devono essere indirizzati in struttura più idonee o, in alternativa, può essere valutata l’acquisizione di unità mediche prefabbricate».

Questa la richiesta del sindaco Alberto Bellelli nella lettera indirizzata ad Antonio Brambilla, direttore generale dell’Ausl. Per quanto riguarda le unità prefabbricate, evocate dal primo cittadino come soluzione alternativa alla sistemazione di pazienti positivi al Coronavirus in altre strutture, l’indicazione è che siano dotate di «dispositivi di bio contenimento con pressione negativa, che garantirebbero la stessa sicurezza di un reparto di malattie infettive.

Il sindaco, nella lettera, chiede che vengano rafforzate o adottate ulteriori misure.

In particolare, viene sottolineata la necessità di tamponi per operatori sanitari e nelle Case residenza per anziani. «Gli operatori sanitari e assistenziali, per il loro ruolo, sono una categoria esposta - continua - È fondamentale, quindi, valutare periodicamente il loro stato infettivo rispetto a Covid-19. Ciò permetterebbe di isolare anche gli operatori asintomatici positivi che rappresentano sia una fonte di contagio degli altri operatori, sia di persone da loro seguite».



La richiesta accorata è quella di fare tutto il possibile perché arrivino dispositivi agli operatori. «Il numero dei dispositivi di protezione individuali disponibili è molto scarso - aggiunge il sindaco - L’azienda deve attivare tutte le vie di approvvigionamento possibili. A tal proposito anche il Comune di Carpi sta collaborando nella raccolta di dispositivi da donare al Ramazzini.

Un altro grido d’allarme arriva per il personale. «Il Ramazzini da diversi anni vive in una carenza di personale infermieristico e operatori socio sanitari. Con l’emergenza Covid-19, anche a causa delle malattie, tale situazione è precipitata. Mi è stato riferito che alcuni infermieri sono stati assegnati all’azienda ospedaliera di Modena. Pur comprendendo che la situazione attuale necessita di collaborazione, ritengo fondamentale che venga garantito presso l’ospedale Ramazzini un numero di infermieri e Oss adeguato per offrire l’assistenza sanitaria di cui hanno bisogno.

Il personale dovrebbe essere riassegnato dai numerosi servizi aziendali che sono stati chiusi in questo periodo di emergenza».

Il momento dunque è di grande difficoltà. Su alcuni di questi temi, il sindaco ha già ottenuto un parere positivi. Altri sono ancora in via di valutazione.

«La lettera è stata inviata una settimana fa - spiega il sindaco - Diverse delle richieste inoltrate hanno ricevuto riscontro positivo, altre devono essere valutate». Domani inizierà una campagna sierologica anche per gli operatori all’interno delle strutture protette. L’analisi ha lo scopo di capire se si sono sviluppati gli anticorpi

Infine, l’appello: «Avremo bisogno di una struttura alberghiera per le dimissioni delle persone autosufficienti che devono stare in quarantena. Non stiamo parlando di espropri» conclude Bellelli. —



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