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i “FRIDAYs FOR FUTURE” in citta’ 

I cartelli diventano virtuali: gli amici di Greta sui social

Gabriele Farina
I cartelli diventano virtuali: gli amici di Greta sui social

Causa virus non si organizzano più cortei ma slogan e meeting su internet Rossella Giulia Caci: «Covid non ci fermerà. Modena pensi alla qualità dell’aria»

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I cartelli diventano virtuali. Gli slogan si digitalizzano. I social sostituiscono le piazze. L’impegno per l’ambiente resta però immutato. Fridays For Future Modena continua la battaglia contro i cambiamenti climatici e per una città più ecosostenibile. Il 27 marzo 2020 ha preso parte allo sciopero globale per il clima. Un anno e due settimane prima, le strade cittadine erano inondate da migliaia di persone unite nella lotta per la Terra. Era la prima tappa di un percorso che ha attraversato tutto il 2019. Venerdì scorso è stato lanciato invece il #ClimateStrikeOnline, lo sciopero globale in rete. «L’emergenza climatica è la più grande crisi che abbiamo mai affrontato - l’appello sui social - e non si fermerà neanche davanti al Covid-19, per cui non ci fermeremo neanche noi». «C’è il rischio che la lotta per il clima passi in secondo piano - ribadisce la referente modenese Rossella Giulia Caci - per cui ripartiremo come prima non appena avremo la possibilità di ritornare alla quotidianità. Sarà un’impresa». Nel 2019, Fridays For Future ha organizzato attività nei parchi e momenti di riflessione. I primi restano sospesi, i secondi si sono trasformati in incontri digitali a distanza. «Negli incontri faccia a faccia c’erano più confronto e partecipazione - riconosce Caci - ma le riunioni proseguono anche nelle chat, sia provinciale sia nazionale». Una vittoria nel 2019 è stata la dichiarazione dello stato di emergenza climatica a Modena. Le riflessioni per il 2020 da tradurre in azione includono la qualità dell’aria che respiriamo. «Il legame tra Coronavirus e smog non è stato affermato con certezza dagli scienziati - prosegue la referente modenese -. Speriamo si ricordi l’importanza della qualità dell’aria anche dopo la ripartenza». Il 31 marzo l’organizzazione modenese s’è schierata sui social contro la sanificazione delle strade. Una pratica ritenuta da Fridays For Future Modena «inutile per combattere il Coronavirus, molto inquinante per l’ambiente, dannosa per le persone, molto costosa». Verso fine febbraio, in un flash mob in piazza Grande è stato ribadito che «Modena è la prima città in regione per inquinamento atmosferico». I partecipanti hanno aderito all’appello di restare a casa. Rimane un modello Greta Thunberg, l’attivista svedese che ha portato alla nascita del movimento globale Fridays For Future. «Il suo messaggio ci fa pensare al futuro - aggiunge Caci - e fare riflettere su quanto è importante. Viviamo in un presente incerto, dubbioso, pieno di paura e frustrazione. Dobbiamo però avere la consapevolezza di ripartire, prendendo in considerazione tutti i fattori positivi». Il lavoro a distanza non è considerato un modello assoluto. Tra le criticità esposte da Caci, la messa in secondo piano dei rapporti tra persone e del legame con l’ambiente. «Dobbiamo rilanciare la decrescita - il monito della referente - che non vuol dire qualcosa di negativo. Decrescita significa considerare tutti i piccoli fattori positivi. Siamo una società che accumula. Concentriamoci invece su quanto è utile e fa bene. È importante che l’agenda 2030 dell’Onu sia rispettata: contiene i principi cardine per arrivare ai nostri obiettivi». —

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