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I Testamenti biologici passano alla banca dati della Salute

Carlo Gregori
I Testamenti biologici passano alla banca dati della Salute

Entra nel vivo la nuova legge sulle Dat: 600 modenesi riceveranno l’avviso Cattinari (Libera Uscita): «Ora si tratta di informare i pazienti e anche i medici»

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Entra finalmente nel vivo la legge sui testamenti biologici: il Comune di Modena sta inviando le Dat (Disposizioni anticipate di trattamento) al Ministero della Salute per renderle utilizzabili in caso di scelta cruciale sul trattamento di un paziente in condizioni critiche.

Sono circa 600 i modenesi che sulla mail in questi giorni stanno ricevendo una comunicazione dello Stato Civile, in quanto depositari in Comune di Dat.

La comunicazione li avverte che le disposizioni depositate saranno inviate entro luglio alla Banca dati nazionale Dat e li informa su come fare qualora non vogliano che ci rientrino (con mail a statocivileaire@cert.comune.modena.it entro il 30 aprile), e su come precisare, nel caso ne fosse stato indicato più d’uno, il nome del fiduciario che scelgono (in assenza di specifica va nella banca dati il primo indicato). Coloro che non hanno lasciato un recapito e-mail riceveranno a casa la stessa comunicazione per posta con un termine più lungo per l'eventuale diniego all'invio.

Il Comune di Modena raccoglie le Dat (prima conosciute anche come testamento biologico) dal 2010, per dare risposta a una richiesta portata all'attenzione delle istituzioni a livello nazionale e locale da una parte della società civile.

Le Dat possono essere raccolte sia dai notai, sia dall'ufficio di Stato civile del Comune, che ne ha registrate finora 1.051. I “disponenti” sono soprattutto persone over 50, in maggioranza donne. I fiduciari sono spesso famigliari o amici del o della disponente.

Il cittadino non deve far nulla per far pervenire la Dat alla Banca dati nazionale, che la riceverà per via telematica dall'Ufficio di Stato civile del Comune di residenza.

Le copie cartacee delle Dat verranno sempre conservate in Comune allo Stato civile, a disposizione dei titolari e dei fiduciari. Il Comune se non riceve il diniego provvede all'invio senza bisogno di ulteriori comunicazioni da parte dell'interessato.

Il mancato invio della copia delle Dat non corrisponde alla revoca dell'iscrizione nel registro comunale che deve essere fatta espressamente al Comune di Modena. In questo caso la revoca sarà trasmessa dal Comune alla banca dati nazionale.

Detto questo sull’aspetto burocratico, come funzionerà questa nuova legge? Spiega Maria Luisa Cattinari, presidente dell’associazione Libera Uscita - promotrice del testamento biologico - che ha la sede nazionale proprio a Modena e in città conta 200 aderenti: «Siamo finalmente arrivati all’attuazione di quanto aveva deliberato il Comune di Modena nel 2010. Abbiamo fatto di tutto perché si depositasse già allora da subito e senza legge il testamento biologico. Ora la legge del 2017 ha stabilito che nessuno può essere sottoposto a cure contro la sua volontà violando i limiti della persona umana. Adesso si tratta solo di far sì che le Dat depositate in Anagrafe siano trasferite alla banca dati nazionale del Ministero della Salute e far sì che siano utilizzate alle strutture sanitarie pubbliche e private».

«Per noi è una vittoria ma siamo ben consapevoli che è solo un primo passo - prosegue la Cattinari - una vittoria l’avremo solo quando la Dat sarà messa in pratica. La legge non basta. La gente ora deve conoscere questi nuovi diritti e i medici si dovranno adeguare alla volontà del paziente. Perché cambierà la prassi medica. E per il paziente sarà richiesta una auto-consapevolezza nel decidere su se stesso». —

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