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La Pasqua di padre Pini missionario in Nigeria che sta costruendo una scuola e un ospedale

Rolando Giusti
La Pasqua di padre Pini missionario in Nigeria che sta costruendo una scuola e un ospedale

Spilamberto e San Cesario sono unite in un’associazione che lo aiuta e lo scorso anno ha raccolto quasi centomila euro 

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SOLIDARIETà



SPILAMBERTO

Nonostante i rischi per la propria salute e il parere contrario del suo Ordine che intendeva cercare di preservarlo dopo tanti anni di missione, padre Giuliano Pini (il religioso dell’ordine dei Giuseppini originario di Altolà di San Cesario) è di nuovo in prima linea nella “sua” Africa (è ripartito agli inizi di febbraio) e, anche quest’anno, non fa mancare ai benefattori che stanno sostenendo le sue missioni un messaggio pasquale di buon augurio e di speranza, in piena emergenza “Coronavirus”. Padre Pini, 72 anni compiuti da poco, è missionario in Africa dal 1988. Ha trascorso 26 anni in Sierra Leone, anche durante gli anni bui della guerra civile in quel paese, e da 6 anni si trova alla periferia di Ibadan, terza città della Nigeria. Da qui, sta seguendo sia progetti per la Nigeria (in particolare la realizzazione di un istituto professionale per ragazzi e ragazze e di una clinica medica, sui 13.200 metri quadrati di terreno che i Giuseppini hanno acquistato in quell’area), sia nuove iniziative ad Hastings, in Sierra Leone, dove dopo i 5 capannoni per lavori artigianali e il centro polifunzionale già costruiti, ora punta a erigere una scuola media. A parlare per lui, ringraziando tutti i benefattori, è lo spilambertese Oreste Germano Miani, che con la sua associazione “Amici di Padre Pini onlus” lo sta seguendo a distanza dall’Italia e che fin dal 1995 provvede a mandargli puntualmente aiuti e sostegni materiali. «Nel corso del 2019 – spiega Miani – come associazione abbiamo raccolto 98.360,93 euro, tutti completamente investiti nelle missioni che Padre Pini sta portando avanti in Nigeria e in Sierra Leone. L’ho sentito anche pochi giorni fa: anche là è arrivato il coronavirus, anche se non si è ancora sviluppato come da noi in Europa. In Nigeria, stando ai numeri ufficiali, ci sono circa 400 casi e una ventina di morti; in Sierra Leone ancora meno. Ma se arrivasse come qui da noi, potrebbe davvero essere una strage, perché in quei Paesi la situazione sanitaria non è certo analoga alla nostra. Pensiamo del resto – prosegue Miani – che sia in Sierra Leone sia in Nigeria, il 70% della popolazione è costretta a sopravvivere con meno di 2 dollari al giorno, il che significa circa 45 euro al mese. La malnutrizione e la mancanza di medicine provocano sofferenze indicibili soprattutto ai bambini, con una conseguente e altissima mortalità infantile (160 bambini su 1000 muoiono prima di 5 anni di età). Queste condizioni di vita, decisamente inaccettabili per la dignità umana, sono causate soprattutto da una mostruosa ingiustizia sociale e dal continuo prelievo, da parte di nazioni ricche, delle enormi risorse naturali di cui dispone il continente africano. Padre Giuliano Pini, con le sue missioni, sta cercando di portare avanti progetti per dare dignità a diverse centinaia di persone e anche quest’anno è ripartito, ma non ha voluto mancare il consueto appuntamento per fare gli auguri pasquali a tutti suoi benefattori». —



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