Gazzetta di Modena

Modena

la sentenza 

Il giudice ordina al Comune di iscrivere conviventi stranieri

Carlo Gregori
Il giudice ordina al Comune di iscrivere conviventi stranieri

L’Anagrafe rifiuta l’atto ai partner extracomunitari senza permesso di soggiorno che si ottiene solo se già iscritti: il Tribunale obbliga il sindaco a fare il primo passo

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Se un convivente extracomunitario vuole regolarizzare la sua posizione in Italia non deve per forza avere un permesso di soggiorno ma può invece iscriversi subito all’anagrafe. In questo modo può registrare l’autocerficazione che col compagno o la compagna garantisce una indipendenza economica e l’impegno al sostegno reciproco. Diversamente è impossibile qualsiasi atto. Lo ha stabilito la Prima Sezione Civile del Tribunale di Modena in merito a un caso sollevato da una donna orientale che convive con un medico modenese.

È la seconda volta in pochi giorni che un giudice interviene in questa materia sottolineando l’assurdo circolo vizioso che si salda tra amministrazioni statali e locali e che di fatto rende impossibile ottenere un documento. Se al Tribunale di Bologna presso la Sezione Immigrazione il giudice aveva sentenziato in favore di una donna russa convivente con un modenese per far sì che le venisse concesso un permesso di soggiorno per potersi iscrivere all’anagrafe di Modena (dove le rifiutavano l’iscrizione), questa volta è toccato a un giudice di Modena emettere un’ordinanza per ricordare al Comune di Modena che si eccede nell’interpretazione delle leggi se si pretende l’iscrizione solo se si ha un permesso di soggiorno. L’ufficiale dell’Anagrafe - scrive il giudice - può procedere a iscrivere nel registro della popolazione residente il partner extracomunitario del cittadino dell’Unione (se in possesso di visto di ingresso, in attesa del titolo di soggiorno) se presenta la dichiarazione anagrafica. Ed è questo il caso della dona orientale che aveva sottoscritto col proprio compagno il documento che garantiva la stabilità della loro relazione e il progetto di vita in comune davanti all’avvocato del Comune di Modena ma si era poi sentita respingere la richiesta di iscrizione anagrafica.

Il giudice ricorda che questa ostruzione del Comune di Modena crea un circolo vizioso che rende impossibile ogni passo per regolarizzare il convivente extracomunitario: se l’autocertificazione richiede l’iscrizione anagrafica e se l’iscrizione richiede il permesso di soggiorno, a sua volta il permesso di soggiorno (rilasciato in Questura) richiede l’iscrizione anagrafica. Insomma, non si salta fuori da questo cerchio infernale. Nel caso, poi, la donna asiatica aveva un visto turistico di tre mesi che non era scaduto. E in base a quel documento il giudice ordina al Comune di accettare sia la registrazione del “contratto di convivenza” che l’iscrizione anagrafica che permetterà poi alla donna di chiedere e ottenere un permesso di soggiorno.

La possibilità di iscrivere il convivente extracomunitario in anagrafe infatti è dovuta la fatto che il Comune di Modena ha ecceduto, secondo il giudice, nell’interpretare le norme, che si basano su un diritto sancito nel 2004 dalla Unione Europea, diventato legge in Italia nel 2007 e poi regolato da una seconda legge nel 2016 sul contratto di convivenza. In sintesi, la registrazione del contratto di convivenza non presuppone la sussistenza di un permesso di soggiorno per il convivente extracomunitario: la normativa europea, recepita in Italia, dà il diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri anche ai partner con una relazione stabile provata proprio dal contratto di convivenza. Di qui l’ordine al sindaco di Modena di iscrivere la donna orientale.—



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