Modena. Quei fiori per lauree, anniversari e mamme «Senza dimenticare i medici al lavoro»
Il mercato di fiorai e vivaisti è incrinato dal Coronavirus, ma si va avanti «Più che altro consegne a domicilio, c’è chi vuole fare bello il balcone»
MODENA Chi festeggia il compleanno e chi l’anniversario di matrimonio, i neo laureati e le mamme. E poi loro, i medici. I veri protagonisti, insieme alle altre figure sanitarie, di questo periodo così complicato. Sono solamente alcuni dei destinatari dei fiori: i classici mazzi e le piante. Anche oggi, anche con il virus che imperversa. Negli ultimi tempi, infatti, i fiorai della nostra provincia si sono rimessi in moto.
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Per la verità non tutti hanno aperto i negozi. Qualcuno, nonostante il via libera del Governo, ha preferito ugualmente tenere chiuso al pubblico: «Un po’ per la salute nostra e dei clienti, un po’ perché la richiesta è parecchio diminuita e non avrebbe senso acquistare un prodotto che rischia di marcire». Attiva, per tutti, c’è comunque la consegna a domicilio. Quindi prenotazioni online, social network e ovviamente le telefonate. Un modo nuovo, se così si può definire, per mandare avanti il mercato. «Io ho aperto anche il negozio, non da subito però. Prima volevo che fosse garantita la sicurezza di tutti». Spiega Giulia Marenzi che è la titolare di Settedifiori in Corso Canalchiaro a Modena.
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«Sono arrivate diverse richieste e questo mi ha sorpreso. Come mi ha sorpreso l’espressione delle persone quando mi sono presentata per consegnare una piantina o un mazzo di fiori. Un’espressione insolita, sembrava di portare a casa loro un pezzo di primavera». Quindi gli ordini, a partire da quelli per i medici: «Alcuni coincidono con la Pasqua. Parenti e amici che hanno deciso di omaggiare così alcune figure sanitarie, per quanto mi riguarda solo medici. Un modo, mi hanno detto, per far sentire loro la vicinanza durante le festività, ma soprattutto in questo momento così delicato». Il periodo ha anche scombinato la vita di alcuni futuri medici per esempio, i neo laureati. Quelli dei corsi sanitari, ma non solo. La nostra città, infatti, è culla di diverse facoltà.
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Ne sa qualcosa Valentina Testi che, sempre a Modena, gestisce “I fiori di Valentina”. Siamo poco fuori dal centro, in via Emilia Est: «In questi giorni ho prodotto diverse “coroncine” per le lauree. Sono stata contattata un po’ da tutta Italia. Così a memoria mi viene in mente una signora dal milanese e diverse persone dal centro oltre che dal sud. I loro figli sono qui e si stanno laureando, per questo mi hanno chiesto di confezionare l’alloro con il fiocco della facoltà. Per quanto mi riguarda ho deciso di non riaprire. Il mercato è fermo e in più c’è la salute da preservare».
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Purtroppo non mancano le richieste per i funerali: «Soprattutto per chi lavora con le onoranze funebri - spiega Cinzia Fornari della Casa del Fiore di Savignano - in questi giorni di chiusura al pubblico non sono mancati questi ordini. Allo stesso tempo abbiamo risposto a persone che cercavano un regalo per la mamma o la zia. A chi celebrava l’anniversario di matrimonio o a chi, semplicemente, voleva portare un po’ di colore sul proprio balcone. Io e mio marito Daniele ci siamo immediatamente attivati e abbiamo consegnato a domicilio».
Quindi un’istituzione, Gianni Goldoni. Fioraio a Carpi da qualcosa come 48 anni: «Ho riaperto da poco e cerco di rispondere presente a tutte le richieste. Prenotazioni particolari? No, ma questo non è il momento di avanzare pretese e la gente lo sa bene. Il periodo è difficile, più di quello legato al terremoto».
Dai fiorai ai vivaisti il passo è breve, quasi scontato. Marco Cigarini è il titolare di Euroflora in via Giardini a Modena: «Come produttori diretti siamo aperti. Ci siamo comunque informati per bene e chiesto a chi di dovere indicazioni sulle disposizioni. La gente, qui da noi, viene più che altro per gli ortaggi. Qualcuno, chissà anche per evitare la spesa, ha deciso di allestire il proprio orto. O magari di produrre qualcosa in vaso. Ovviamente sono venuti clienti anche per i fiori, in particolare per allestire i balconi. La situazione imprenditoriale, comunque, resta grave. Siamo stati costretti a buttare molto della nostra produzione, in particolare proprio gli ortaggi».
Sull’aspetto economico, alla luce delle ultime disposizioni governative, questo è il punto di Assofioristi Confesercenti Modena. «È stato accolto il grido di allarme del settore: l’esclusione del florovivaismo dallo stop delle attività è un primo passo concreto per aiutare le 27mila imprese e i 100mila lavoratori del settore ad affrontare questa crisi senza precedenti». La nota continua: «Ora però serve un sostegno mirato alle imprese florovivaistiche e ai negozi. In queste settimane di fermo, sono andate al macero centinaia di tonnellate di piante e fiori con un danno incalcolabile. Occorre mettere a disposizione delle attività degli strumenti mirati per contribuire alla ripartenza del settore, che auspichiamo possa avvenire nel più breve tempo possibile, e per limitare l’impatto delle perdite subite, o le imprese rischieranno comunque di non farcela». —
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