Modena, via alla distribuzione A Modena toccano 315mila mascherine
«Sono riutilizzabili» In città 80mila. Nei paesi più piccoli oggi il porta a porta A Castelfranco i consiglieri addetti allo “spacchettamento”
Ci sono ad esempio i consiglieri di Castelfranco che si sono messi di buona volontà a spacchettarle una ad una, poi c’è Modena che ne ha ricevute “un po’ di più” e quindi ha naturalmente tempistiche più lunghe per la consegna. Ma una cosa è certa: si è diradata la nebbia sul tema mascherine.
Dopo l’incontro tra Regione, Province e Comuni si è giunti alla creazione di un vademecum per la distribuzione dei 2 milioni di dispositivi destinati ai cittadini dell’Emilia Romagna.
In primis è stata divulgata la suddivisione tra le varie province: al Modenese ne spettano 315mila, solo Bologna ne ha avute di più, 455mila. Poi c’è stata la spartizione tra i Comuni: a Modena tutto è avvenuto tramite il centro della Protezione civile di Marzaglia. La suddivisione è stata proporzionale al numero di abitanti: il capoluogo, ad esempio, ne ha avute 80mila, Formigine 15mila. Grossolanamente parliamo di una mascherina ogni due persone.
Già ma a chi distribuirle? Come scegliere? Le linee guida (non vincolanti) indicano questi criteri: anziani over 65, persone fragili dal punto di vista economico o sociale, famiglie con disabili, operatori e residenti di case di edilizia popolare, associazioni che si occupano di soggetti a rischio (senzatetto, dormitori etc..), lavoratori disabili, soggetti seguiti da servizi sociali, famiglie con malati cronici o oncologici e persone che non si possono muovere. «Abbiamo ricevuto 14mila mascherine - annuncia il sindaco di Castelfranco Gianni Gargano - e seguirò i criteri regionali: è un lavoro faticoso, ma che intendo portare a termine in poche ore per avviare subito la distribuzione porta a porta a chi ne ha diritto tramite i volontari e le associazioni».
Ci sono altri Comuni che hanno fatto scelte più salomoniche: una mascherina a famiglia, come ad esempio a Castelnuovo o Formigine, sempre porta a porta.
Quest’ultima è una delle due modalità suggerite dalla Regione per la distribuzione. L’altra si basa sulla collaborazione con esercizi commerciali e altri luoghi pubblici: grande e media distribuzione (a tutti o a chi entra sprovvisto), negozi e attività commerciali aperte, farmacie (distribuzione tramite il personale), uffici postali, case della salute, associazioni di volontariato o anche tramite il cosiddetto drive through in luoghi identificati dalle forze dell’ordine.
Modena, viste le dimensioni, sta valutando anche questa modalità e anche l’applicazione dei criteri per i destinatari: «Il Comune si confronterà con il volontariato e il Terzo settore - fanno sapere da piazza Grande - allo stesso modo di come si è preceduto per i buoni spesa, l’obiettivo è individuare insieme quali siano le persone e le famiglie che più di altre hanno bisogno di un aiuto anche sotto questo profilo. E poi individuare i canali per far sì che la distribuzione si svolga in modo efficace e senza creare problemi sotto il profilo igienico e sanitario».
Ci sono poi le raccomandazioni per le famiglie: «Le mascherine consegnate nascono come monouso - evidenzia la Regione - ma in questo contesto di emergenza, fino a quando non saranno disponibili in maggior quantità è possibile il riutilizzo, sotto determinate condizioni. Le mascherine non devono essere scambiate fra le persone: ognuno deve avere la sua e dopo l'utilizzo per alcune ore possono essere riposte o appese in luogo pulito e riutilizzate il giorno successivo (eventualmente previa disinfezione con alcool). Devono rimanere nel contesto familiare e non utilizzate come dispositivo nei luoghi di lavoro».—
GIB
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