«Non si accontentava mai» «Stava sempre con i più deboli»
L’omaggio del sindaco di San Felice e amico Michele Goldoni «Il deposito gas scongiurato anche grazie al suo lavoro e al coraggio»
I ricordi
Michele Goldoni, sindaco di San Felice, è stato grande amico di Alberto. «Era un uomo libero - scrive in un commosso ricordo - Un giornalista che “non si accontentava”, ma che voleva conoscere e capire. Gli piaceva scavare, approfondire. E una volta convinto, scriveva. Senza guardare in faccia nessuno, senza mai venire a compromessi con la sua coscienza di cronista: il cui unico obiettivo era quello di informare. È anche grazie al suo grande lavoro e soprattutto al suo coraggio che il deposito gas di Rivara non è stato realizzato. Ma Alberto era anche un esponente di spicco del mondo sportivo. Non a caso oggi ci sono arrivate tantissime attestazioni di cordoglio dalle società sportive cittadine. Era anche un amico che ha combattuto, fino all’ultimo, la sua battaglia silenziosa contro il male, senza farlo pesare e mai servendosene come scudo. Qualcuno ha scritto, ricordandolo, che da oggi siamo tutti un po’ più soli. Per me è sicuramente così. E voglio esprimere ai familiari, alla mamma Gabriella, alla moglie Alessandra, al fratello Angelo, il mio cordoglio personale, quello dell’Amministrazione comunale e della nostra intera comunità». Cordoglio arrivato anche dagli amici del Comitato Ambiente, di cui era stato socio fondatore.
Tanti i messaggi anche dalle vittime dell’inchiesta sui diavoli della Bassa. «Oggi possiamo dire a chi ha conosciuto il dottor Setti: rimarranno i suoi articoli, la sua vicinanza fraterna, in oltre vent'anni di attività giornalistica», scrivono Lorena e Stefano Covezzi anche a nome di Delfino.
«Una grande persona che ha sempre portato avanti le sue battaglie con professionalità per i diritti di tutti, sapendo di combattere anche la sfida più importante con la malattia», aggiungono Lina Marchetti e i figli Giuseppe, Emidio, Giuliano e Cristina Morselli.
«Un amico e giornalista, che ha sempre scritto la verità e avuto una parola di conforto anche quando poco prima di entrare in carcere mi intervistava. Una persona sensibile dalla parte dei più deboli», conclude Federico Scotta.
«Ti porteremo sempre nel cuore - terminano gli avvocati e gli amici di Veleno - sei stato per tutti un esempio di determinazione e coraggio, cercavi la verità dei fatti senza alcuna paura di essere solo e contro corrente e senza alcun timore delle conseguenze». —
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