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Fontane pubbliche e borracce per ridurre l’uso della plastica

Fontane pubbliche e borracce per ridurre l’uso della plastica

Il progetto “Deplasti-Care” punta a coinvolgere 300mila persone in un anno Diverse le idee del Comune tra cui l’acquisto di un erogatore per le feste paesane

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Si chiama “Deplasti-Care” ed è il nuovo progetto ambientale che il Comune ha intenzione di lanciare semmai trovasse il sostegno economico di Atersir a cui è stato chiesto un contributo di 29800 euro a cui aggiungere altri 7mila del municipio. Già il nome è sintomatico di quanto si voglia fare: ridurre al massimo l'utilizzo di plastica. E ancora una volta gli ambiti più fertili su cui si vuole lavorare sono le scuole e l'ampio ventaglio del mondo del volontariato e dell'associazionismo locale. Secondo le prime stime il piano coinvolgerebbe oltre 300mila persone in un anno, platea raggiunta conteggiando ogni singolo utente per ogni giornata di coinvolgimento.

Ma in che cosa consiste “Deplasti-Care”? Stavolta non ci si trova di fronte a buone pratiche ideali lasciate al libero arbitrio dei singoli; in questo caso, infatti, l'amministrazione vorrebbe investire risorse per acquistare strumenti tangibili. Il progetto prevede quattro direttive: installazione nelle sedi comunali e in tutti i plessi scolastici di primo grado, di fontanelle di acqua pubblica; distribuzione di borracce in acciaio inox agli alunni e al personale docente e non docente della scuola; acquisto di un impianto di erogazione di acqua pubblica da dare in comodato d’uso gratuito durante lo svolgimento di manifestazioni ed eventi pubblici caratterizzati dalla connotazione “Plastic-Free”; acquisto di bicchieri compostabili, a disposizione degli utenti degli uffici comunali. Azioni che a loro volta dovrebbero portare, oltre alla promozione del consumo di acqua pubblica, anche alla riduzione dei rifiuti plastici prodotti dal Comune, dalle scuole e nelle manifestazioni pubbliche stimati in 3.5 tonnellate all'anno e all'emissioni di CO2 evitate stimate in 242.069,66 Kg/anno per produzione di plastica e trasporti associati alla produzione, commercializzazione e raccolta rifiuti.

«Il progetto - si legge nella relazione del Servizio Ambiente del Comune, diretto dall'architetto Alessandro Malavolti - è stato pensato con l’obiettivo di ridurre significativamente la produzione di rifiuti generata dal consumo di acqua in bottiglie di plastica. Ultimamente il problema dei rifiuti plastici è prepotentemente balzato agli onori della cronaca col fenomeno delle “isole di plastica” e a cascata, della presenza dimicroplastiche nell’acqua e conseguentemente nei pesci. L’informazione televisiva ha permesso una presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica rendendola consapevole della necessità di un’urgente inversione di rotta attraverso la modifica delle proprie abitudini e degli stili di vita. Per correggere la rotta non è sufficiente promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti, serve prevenirne la produzione, si è pensato pertanto ad un progetto che vada in questa direzione». —

F.D.

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