«Garanzie difensive messe a rischio L’oralità è un baluardo»
Gli avvocati delle Camere Penali non risparmiano critiche alla gestione del ministro Bonafede e del Governo, che sembrano correre a tutta velocità verso il processo a distanza. «Un progetto che non garantisce il diritto alla difesa - incalza il presidente Guido Sola - e svilisce il ruolo dell’avvocato. Il contraddittorio è una regola aurea della giurisdizione penale, e la si deve tutelare alla pari del diritto di porre domande durante l’esame e il controesame dei testimoni e degli imputati. Mi domando - si chiede in modo provocatorio - se il rito telematico andrà a morire il 30 giugno perché si cerca di studiare pregi e difetti? Il futuro è l’informatizzazione, ne siamo tutti convinti, ma servono delle leggi che disciplinino le garanzie e le varie fasi. Occorre parlarne, non procedere senza alcun confronto».
«Avere l’imputato accanto in aula è un valore imprescindibile - aggiunge l’avvocato Minotti - Solo lui conosce come stanno realmente le cose, io posso coadiuvarlo. E poi volete mettere il clima dell’aula dove ogni dettaglio è importante, dove si crea empatia e le parti non sono distanti o collegate da lontano. Noi, come Camere Penali, vogliamo essere visionari, non abbiamo pregiudizi verso la tecnologia, chiediamo di investirci, ma prima di decidere il futuro del processo penale bisogna ascoltare tutti. E non possono essere i protocolli, seppur virtuosi ma territoriali, a garantire i diritti alla difesa». —
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