Gazzetta di Modena

Modena

LA TRADIZIONE ULTRACENTENARIA 

Il “Santo Tronco” ha sfilato in processione per la città

Alfonso Scibona
Il “Santo Tronco” ha sfilato in processione per la città

Percorso ridotto ma possibile grazie all’autorizzazione concessa dal prefetto Ritrovamento in Turchia fu portato nel 1500 dai Pio

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I sassolesi, spiritualmente e da casa, hanno ricevuto ieri pomeriggio la benedizione del “Santo Tronco”, come da tradizione ultracentenaria. Grazie ad una autorizzazione del prefetto, concessa, è stato possibile effettuare, con tragitto ridotto e con totale assenza di partecipanti (tranne gli essenziali) la processione del crocifisso, veneratissimo dalla popolazione credente. Un evento che tutti gli anni si teneva nella giornata del “Giovedì Santo” quando, prima di tutto, nel pomeriggio, c'era il bacio dei piedi di Cristo davanti all'altare della chiesa di San Francesco in Rocca e, in serata, la processione per le vie del centro con un seguito davvero altissimo di sassolesi. Un “Giovedì santo” che nei ricordi, veniva anche stato “dissacrato” dall'abbinamento con distrazioni festaiole che giravano attorno ad un'altra tradizione tutte sassolese: quella dei “tiramola”, tipico dolce di zucchero e miele che si trova solo nei giorni precedenti la Pasqua. Tornando al sacro c'è da ricordare che la conservazione del “Santo Tronco” è affidata alla parrocchia di San Giorgio ma in particolare ai confratelli e consorelle ad esso devoti. Il crocifisso custodito nell'antica chiesa adiacente il palazzo ducale (che era anche la cappella del duchi, che ne usufruivano da un percorso interno allo storica costruzione estense), è presente a Sassuolo dal sedicesimo secolo. Il suo ritrovamento in Turchia si deve a Marco Pio, andato all'assedio della città nemica, che poi preservò dal saccheggio in cambio del dono del “Santo Tronco”. Secondo la tradizione egli l'avrebbe avuta in dono da una giovane infedele, figlia del governatore, affinché preservasse la casa dal saccheggio. Giunto in Italia nel 1450, il Crocifisso fu portato a Sassuolo nel 1500 dai Pio, divenuti signori della città. All'inizio custodito in una camera del castello, fu poi esposto nella chiesa posta sull'attuale piazzale intitolato alla famiglia dei “Della Rosa”, dalla parte opposta da dove si accede ad un altra splendida costruzione: la “Peschiera Ducale”. Nel 1587 venne ufficialmente donato al popolo sassolese. L’anno dopo, lo stesso Marco Pio 3° istituì la Confraternita del Santissimo Crocefisso, per custodirlo e garantirne nei secoli il perpetuarsi del culto. Grazie alla presenza dei rappresentanti delle forze di polizia e di alcuni agenti della polizia locale lungo il tragitto non ci sono state persone (in centro erano davvero poche) che hanno tentato di avvicinarsi al crocifisso. —



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