Il “paese senza sole” diventa protagonista di un libro giallo «È il mio omaggio»
“Delitto a Magrignana” è l’opera prima di Davide Camoni «Sono innamorato di questo posto: voglio farlo conoscere»
MONTECRETO
Un paese fantasma avvolto nel buio per tre mesi all'anno merita un bel giallo. Che magari aiuterà a far conoscere il posto e, chissà, magari a ripopolarlo un po'. Con questa convinzione Davide Camoni ha scritto “Delitto a Magrignana”, da poco autopubblicato su Amazon con dedica all'incantevole borgo di Montecreto di cui la Gazzetta ha raccontato l'affascinante storia di “paese senza sole” da novembre a gennaio. È successo che questo ingegnere 67enne con l'arrivo della pensione abbia pensato di mettere a frutto la passione di una vita per la scrittura ultimando e perfezionando da Londra, dove fa il nonno a tempo pieno di due nipotine (sua figlia vive lì da 10 anni), i racconti a cui metteva mano alla sera dalle camere d'albergo di mezzo mondo dove la sua azienda lo mandava come project manager. «Posti dove la parola turismo era alquanto sconosciuta» precisa. Originario di Ferrara, fu folgorato da Magrignana nel 1996.
Camoni, come accadde?
«Ero alla ricerca di una casa in montagna dove potermi ritirare con la famiglia nei periodi di ferie, tra pace e natura. Dopo averne viste decine, sono capitato a Magrignana una domenica di giugno, ed è stata folgorazione: mi ha incantato questo borgo fuori dal tempo quasi deserto. Era in vendita un rustico vicino alla chiesa e non ho avuto esitazioni. Aveva bisogno di una sostanziosa ristrutturazione: ci ho messo dieci anni, ma alla fine è venuta una cosa carina. Prima venivo una volta al mese, poi solo d'estate: aprire la finestra la mattina e sentire solo il canto degli uccellini... Una sensazione d'armonia indescrivibile. Conterei di riassaporarla con le nipotine ad agosto, se finirà l'allarme virus. Ne avrei proprio bisogno per togliermi dalla frenesia di Londra».
Com'è venuta l'idea del libro?
«Intanto dall'atmosfera di questo borgo, dove tutto sembra essersi fermato. E poi ripensando ai volontari che ho visto tagliare l'erba, ripulire, fare manutenzioni per permettere a Magrignana di sopravvivere. “Io sono lontano e non posso fare queste cose- ho pensato - ma mi piace scrivere e forse posso incuriosire qualcuno sul posto”. Se qualcuno arrivasse dopo aver letto il libro, e magari comprasse casa come me riportando vita, sarebbe il massimo».
Com'è la trama?
«Un giallo soft: viene ritrovato il cadavere di un uomo del luogo e l'ex commissario Corrado Simoni, che ho immaginato nativo di lì, torna da Ferrara per risolvere il mistero».
Ma a Magrignana restano solo due uomini del posto: Remo e Viviano Magnani. Cosa penseranno se ne elimina uno?
«Ah, ah, no no: non ho ucciso né Remo né Viviano, che sono bravissime persone. Ho immaginato la morte di un anziano, per star tranquillo. Scherzi a parte, la mia preoccupazione maggiore era creare una storia di fantasia ma rispettosa dello spirito del luogo, che mi ha portato a mettere nella dedica: “Ai Magrignana's Friends, alla gente che ha vissuto e che abita in questa meravigliosa terra”. So che all'amico Carlo Beneventi è molto piaciuta la storia, e visto che è di palato fino lo trovo molto incoraggiante. Su Amazon (basta il mio nome per trovare l'opera) a volte ne vendo anche 20-30 copie al giorno solo grazie al gradimento dei lettori. Mica male per un vecchio esordiente eh?». —
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