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Imu 2020 bloccata:«Ma tutti devono sentirsi in dovere di pagare le tasse»

Enrico Ballotti

L’assessore Forte: «Non vogliamo gravare sui cittadini  e nello stesso tempo continueremo a cercare gli evasori»

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MIRANDOLA

«Abbiamo scelto di lasciare invariate le aliquote Imu, riconfermando le medesime quote dal 2012 per non gravare su cittadini ed imprese così come anticipato nella presentazione della previsione di Bilancio 2020-2022». Sono le parole di Giuseppe Forte, assessore alle Politiche economiche con delega al Bilancio e ai Tributi del Comune di Mirandola. «Una scelta - continua - che guardando alla situazione in atto dovuta al Covid si è rivelata più che opportuna. Anche perché, l’obiettivo che abbiamo ora, ma pure in futuro, non è certamente quello di incrementare l’imposizione fiscale, quanto piuttosto di garantire che tutti versino i tributi, in virtù della loro capacità contributiva. Ci siamo inoltre impegnati ad approvare, primo Comune tra quelli che compongono l’Ucman, tutti i regolamenti tributari».

In sede di Consiglio sono stati appunto approvati il nuovo regolamento Imu, il nuovo regolamento di riscossione coattiva e il nuovo regolamento di Contrasto all’evasione dei tributi comunali. A ciò si aggiunge l’approvazione delle modifiche al regolamento relative al canone di occupazione del suolo pubblico e il regolamento inerente all’imposta di pubblicità per recepire le novità da Bilancio 2020. «Rispetto alla Tari al fine di decidere una tariffazione adeguata, dovremmo andare in Consiglio comunale entro il 30 giugno. Ma qui - precisa - occorrerà un confronto politico all'interno dell'Ucman dato che la normativa inerente al Covid, consente di confermare le tariffe del 2019 e di spalmare il conguaglio nei tre anni successivi. Una questione in cui sarà opportuno che l’Unione si muova in modo unitario».

Nel corso dello stesso Consiglio comunale, sono state votate le nuove modalità di riparto che tendono al corretto equilibrio nella partecipazione alle spese. In proposito ecco le parole di Forte: «Per i servizi sociali territoriali, il riparto dei costi di gestione fra i comuni sarà sulla base della percentuale degli abitanti. Con l'eccezione, dei servizi rivolti agli anziani e degli interventi finalizzati a far fronte al disagio economico delle famiglie le cui spese verranno addebitate in base a quanto effettivamente sostenuto a livello comunale. Permettendo in questo modo alle singole Amministrazioni di intervenire in maniera discrezionale. «Per i servizi scolastici, il riparto sulla base della percentuale degli abitanti viene invece adottato per le spese generali amministrative e per i servizi di supporto all'handicap nelle scuole, negli asili e nei centri estivi. Determinando così una partecipazione solidaristica dei Comuni ai costi per la disabilità. Le altre tipologie di spese - conclude Forte - restano addebitate sulla base dei costi sostenuti dal singolo Comune prima del conferimento delle funzioni all'Unione». —



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