«Non dobbiamo mai fermarci»
«Siamo anche noi in prima linea». Edoardo Fregni di mestiere ripara ascensori per la Cofam, molto attiva in regione già dal 1969. Una professione che ancora non si sposa totalmente col telelavoro. «Noi siamo già attivi da diversi anni con la telemetria ma non tutti la applicano e invece in momenti come questo sarebbe fondamentale. Gli ascensori a cui si riesce ad accedere con il computer - spiega Fregni - ti evitano spostamenti, su tutti gli altri noi andiamo fisicamente dove c’è il guasto. Ci sono persone bloccate, che magari hanno la spesa. Tutti vogliono che l’ascensore funzioni». Nella lista delle chiamate ricevute carcere, case di riposo, ospedali. «Le situazioni non sono delle migliori per lavorare, come per tutti - aggiunge l’ascensorista - e noi diamo sempre il massimo per permettere a tutti di lavorare in sicurezza». Le protezioni includono «mascherine, guanti, occhiali, disinfettanti». «È chiaro che in alcune situazioni un po’ di ansia c’è, ma prevale il senso del dovere». conclude Fregni.
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