Gazzetta di Modena

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DAVIDE CATTABRIGA 

Ogni boccone sarà come una parola ai parenti

Ogni boccone sarà come una parola ai parenti

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Il giorno di Pasqua io mi mangio le rosette. Quelle della nonna, quelle fatte come Dio comanda. In queste settimane l'ho vista, le ho portato la spesa, appoggiandola davanti alla porta e salutandola dal pianerottolo. Prima ero a mangiare da lei ogni giorno. Prima facevamo il “pranzone” di Pasqua con tutta la famiglia e parte degli zii. Ora siamo a casa. Queste giornate tanto strane stanno ritrovando un senso, forse anche un nuovo modo di vedere, no, di osservare le cose. Questo è un giorno diverso, un giorno che era speciale e mi mancherà se non gli dedico un pensiero, ma dalla spesa che le ho lasciato, la nonna preparerà delle rosette. Noi italiani siamo sempre stati legati alla tavola. A volte è il fulcro della casa, della famiglia. Sicuramente è la base dei discorsi. Insomma, noi Italiani, parliamo. Non “mangiamo”, ma prima di tutto trascorriamo del tempo insieme. Non avrò con me i nonni o zii, ma in quel piatto che mi ricorda gli anni passati io ritroverò un calore umano. E ogni boccone sarà una parola scambiata con loro. —

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