Via Colombo, la “zona 30” piace Prosegue il restyling del quartiere
L’assessore Truzzi: «Nuovi interventi per favorire ciclisti e pedoni. Sperimentazione in nuove zone»
Un allargamento del modello “zona 30” già sperimentato nella sua fase iniziale nel quartiere a ridosso di via Cristoforo Colombo. Questa misura, messa a bilancio dal Comune, si traduce sia nell’approfondimento di ulteriori misure con l’obiettivo di incentivare il più possibile la mobilità di pedoni e ciclisti nelle medesime vie, sia nella replica dello stesso modello in altri quartieri della città. A bilancio sono stati stanziati 200mila euro ogni anno per il 2021 e il 2022 per le “zone 30”. Superato lo step uno, dunque, si passa al passaggio successivo. «Il primo step della sperimentazione ha portato su tutto il quartiere di via Colombo il fiorire di piccole rotondine e modifiche di segnaletica orizzontale e verticale per regolare la viabilità - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Marco Truzzi - Questo ha permesso di ottenere ottimi risultati, anche a detta dei residenti che vorrebbero ampliarla. La ”zona 30” porta, infatti, a eliminare il traffico di attraversamento: complicando la viabilità con sensi unici, in genere spezzati, non si ha mai il rettilineo che attraversa il quartiere, e che può essere percorso ad alta velocità. Anzi, chi non deve entrarci per forza evita quella zona perché si perde in stop, precedenze, curve, e preferisce, invece, prendere via Lenin, Ugo da Carpi. Gli step successivi, previsti dal Pums (Piano urbanistico della mobilità sostenibile), comportano un intervento di riqualificazione ulteriore del quartiere, la pedonalizzazione di alcune vie o incroci, creando delle piccole piazze dove oggi c’è un incrocio. Si tratta di interventi più strutturali, per cui le rotondine magari vengono modificate con un rialzo, come davanti alle scuole Fassi. Ancora, le curve hanno angoli a 45 gradi nel quartiere di via Colombo: questo tende a far entrare in velocità le auto. Altri lavori aggiungeranno, invece, le cosiddette “orecchie” agli spigoli dell’incrocio. Si interverrà, inoltre, sull’arredamento urbano, con la piantumazione di alberi per restringere la sezione stradale. Si potrebbe, poi, creare un’area per far giocare i bambini davanti alla scuola».
Nel tempo, inoltre, è previsto un terzo step che comporta «una modifica completa della sezione stradale.
Si parla di piattaforma unica: sezione stradale senza distinzione di livello tra pedoni e veicoli. Come in corso Fanti - aggiunge Truzzi - La piattaforma unica nel residenziale permette la commistione di pedoni e veicoli, ricordando le “super isole” di Barcellona» La Regione, nel frattempo, sta vagliando il piano. «Per lo step due si farà un percorso partecipato - conclude l’assessore - Si riprende il percorso affrontato per lo step uno. E come prevede il Pums si proverà a estendere la sperimentazione di questa best practice ad altri quartieri». —
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