Consumi alimentari cambiati con il boom di frutta e carne
L’associazione Fiesa Confesercenti ha valutato le vendite nei piccoli negozi e nella Gdo con aumenti tra il 30 e il 40% per alcuni prodotti e la crescita di uova, zucchero e lieviti
L’ANALISI
Non soltanto la corsa affannosa a fare scorte alimentari nelle prime settimane ma anche un mutamento delle abitudini alimentari con incremento significativi nelle vendite di prodotti come ortofrutta, carne, uova, zucchero e lieviti. Gli effetti del Coronavirus sono stati riscontrati puntualment e anche da Fiesa Confesercenti Modena, l’associazione che si occupa del settore alimentare .
«Il nostro è l'unico settore in controtendenza - commenta Daniele Mariani, presidente provinciale Fiesa Confesercenti Modena e presidente nazionale Assofrutterie - I dati Istat sulle vendite al dettaglio mostrano un deciso incremento nella spesa del settore alimentare e la provincia di Modena conferma decisamente questo trend, sia nella media distribuzione che nel negozio di prossimità».
Le vendite nel settore ortofrutta sono valutabili nell'ordine del 30%, se non superiore, sia nei negozi di vicinato che nei comparti ortofrutta della Grande distribuzione.
«Alcune tensioni rilevate nei mercati all'ingrosso sono però dovute ai prezzi - spiega Mariani - ad esempio le fragole, in quanto primizia, sono aumentare del 15-20%, con un incremento che è però nella norma. Le arance, soprattutto la qualità tarocco, hanno registrato un aumento del 20-30% dovuto al fatto che la stagione è già avviata e che si stanno riscontrando dei problemi negli approvvigionamenti. Inoltre, contenendo vitamina C, sono molto richieste dai consumatori».
Alcune verdure come cavoli, broccoli, melanzane e asparagi hanno subito notevoli aumenti, di oltre il 20%, sia perché di fine produzione sia per scarsità di arrivi, specialmente dal centro Italia. Zucchine, insalate, radicchi, cicorie, bietole e carciofi sono ancora molto richiesti e non si riscontrano significative variazioni di prezzo. I fagiolini invece registrano un calo rispetto al mese scorso.
Per la vendita di carne rossa il trend è in aumento: le macellerie tradizionali hanno registrato un 40% in più. Di fronte a un'emergenza rappresentano infatti una certezza: famiglie e anziani nella maggior parte dei casi sono sostenuti da un servizio a domicilio che compensa le restrizioni alla mobilità.
Nella panificazione artigianale si riscontra un aumento nella produzione di pane: a Modena e provincia non tutti i fornai e panificatori artigianali hanno prodotto le tradizionali colombe pasquali per il timore dell'invenduto e la chiusura di bar, ristoranti e scuole. In grande aumento è poi il consumo di uova, zucchero, lieviti vari e farina per produzioni casalinghe.
«C'è stata una certa richiesta di uova di cioccolato, anche se meno grande rispetto agli anni scorsi - dice Mariani - Chi produce colombe quest'anno ne ha prodotte un 30% in meno. Anche la chiusura dei bar e delle pasticcerie ha contribuito a frenare gli ordini». —
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