Modena. Cosa ci passa per la testa ai tempi del Covid? Imprecare contro le regole e chi non le rispetta
L’analisi di Expert System e Sociometrica che studia migliaia di testi pubblicati sui social network
MODENA Cosa provano gli italiani durante questa quarantena che continua ad allungarsi? Se lo chiedono tutti i giorni la modenese Expert System e Sociometrica, realizzando una mappa dove sono rappresentate le emozioni che si ricavano dall’analisi semantica sui social media: trentamila testi tutti i giorni per capire cosa ci stia passando per la testa. Di ogni testo pubblicato, la tecnologia di intelligenza artificiale di Expert System estrae le emozioni, che sono poi analizzate e interpretate da Sociometrica. E confrontando l’andamento delle emozioni si vede come negli ultimi venti giorni il sentimenti sia profondamente cambiato, tra picchi di inesorabile tristezza a piccoli accenni di ottimismo. Con alcune curiosità.
Costanti e variabili
Dopo alcuni giorni in cui il quadro emozionale del Paese era fisso, immobile, senza cambiamenti e dominato dalla tristezza - siamo negli ultimi dieci giorni di marzo - per la prima volta da quando è scoppiata l’epidemia del coronavirus ora non c’è in testa un sentimento negativo: era stata l’ansia prima, poi la paura e infine la tristezza. Siamo al 2 aprile quando domina un sentimento che nella scala emotiva è considerato “neutro” e che nella mappa è indicato come “maleducazione”, con un’accezione molto ampia del termine.
Da un lato molti si lamentano di come le prescrizioni governative non siano adeguatamente osservate dalla gente, perciò ne rimproverano i comportamenti, giudicandoli come poco educati e non rispettosi delle norme e del comportamento civile; dall’altro, molti si lamentano invece della confusione causata dal non riuscire a capire con precisione ciò che la legge consente e quello con consente.
La parte sanitaria è in minore evidenza, e di conseguenza ci sono anche meno riferimenti alla scienza (nella mappa: modernità e successo), si sono sviluppate le emozioni legate al lockdown e agli aspetti economici e di tenuta psicologica personale. Fra i sentimenti negativi è sempre al primo posto la tristezza, seguita dalla sofferenza. Fra le emozioni positive riemerge, anche se in misura ancora non determinante per cambiare l’umore generale, l’emozione della felicità, intesa come progressiva convinzione che si possa uscire presto dall’epidemia e tornare alla vita normale. Il sentimento generale del Paese è perciò in ripresa, ma per poco.
Il confronto
Expert System e Sociometrica paragonano la realtà italiana a quella di lingua inglese, confrontando le reazioni di inglesi e statunitensi. Nei due andamenti si vede che, in sostanza, la successione delle emozioni è stata in gran parte la medesima: per tutti all’inizio ha dominato l’ansia, poi è arrivata la paura (che ancora adesso, per i popoli di lingua inglese, è il sentimento più diffuso) fino all’attuale “dominio” della tristezza in Italia. Anche i sentimenti di “risposta” all’epidemia sono stati i medesimi: la speranza ha sempre fatto da contraltare alla paura, anche se questo sentimento positivo è più forte nei paesi anglosassoni, mentre è identica la fiducia nel successo della scienza.
L’emozione principale in Italia, e che invece è quasi irrilevante nei contenuti in lingua inglese, è da attribuire ai comportamenti sociali (uscire di casa, non osservare le regole, districarsi nella confusione delle normative) che nel nostro Paese oggi costituiscono l’argomento principale di conversazione sui social media, mentre non lo sono quasi per nulla negli altri paesi.
diciannovesimo giorno
Siamo al diciannovesimo giorno del monitoring delle emozioni e del sentiment (10 aprile). Nella mappa, che è l’ultima disponibile ed è quella riportata qui sopra, sono rappresentate le emozioni che hanno coinciso con la vigilia della Pasqua.
La tristezza, dopo aver dominato per una lunga serie di giorni, scende al secondo posto, mentre sale nettamente quel sentimento, anzi quell’insieme di emozioni, che nella mappa è indicato con il termine di “maleducazione”, in quanto identifica le parole che non appartengono al lessico normale delle conversazioni sociali. Si tratta di un insieme di imprecazioni e termini denigratori che alcuni giorni fa si riversavano in gran parte sulle persone che non rispettavano le regole, ma che oggi si rivolgono contro le regole stesse.
Nel complesso i sentimenti negativi pesano oggi per il 46,5 %, mentre ieri erano al 49,5 %, ma non comprendevano i sentimenti di irritazione (che l’intelligenza artificiale cataloga in “arancione”, cioè nell’area neutrale, ma che sono molto vicini al “rosso” delle emozioni negative).
Infatti, i sentimenti “neutrali”, per i quali non c’è un evidente segno negativo e neppure uno nettamente positivo, crescono oggi al 34,0 %, mentre ieri erano al 19,4 %. Nel complesso i sentimenti positivi sono fermi: rappresentavano il 19,4 % ieri e rappresentano il 19,5 % oggi. —
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