Gazzetta di Modena

Modena

l’evento  

Sette confessioni religiose unite in piazza «Preghiamo insieme contro la pandemia»

Serena Arbizzi
Sette confessioni religiose unite in piazza «Preghiamo insieme contro la pandemia»

Comunità cattolica, evangelica cinese, musulmana, ortodosse, sikh, ebrea insieme al Comune in piazza Martiri

3 MINUTI DI LETTURA







Una preghiera, rivolta da ciascuno al proprio Dio, per ricordare le vittime del virus e chiedere che la pandemia si fermi prima possibile. Un momento di ecumenismo piuttosto inedito per la città è andato in scena ieri mattina in piazza Martiri. Di fronte alla Torre dell’Orologio il sindaco Alberto Bellelli, introdotto dal Capo di Gabinetto Stefano Artioli, ha esordito durante l’appuntamento di un Lunedì dell’Angelo tanto particolare quanto drammatico. Insieme a lui diversi rappresentanti di confessioni religiose e gruppi culturali presenti in città hanno voluto trovarsi al centro della piazza, “il luogo dove ci riabbracceremo” chiosa spesso il primo cittadino, per una preghiera.

L’iniziativa è partita dal vicario generale della Diocesi di Carpi, Ermenegildo Manicardi, ed è stata rivolta agli altri gruppi cristiani. Il vicario ha chiesto poi al sindaco che ha prontamente esteso l’invito a tutti i gruppi religiosi e culturali che lavorano nel nostro territorio. I rappresentanti dei diversi gruppi hanno offerto la ricchezza della loro presenza e nella loro lingua ufficiale.

Il sindaco ha ricordato come la Pasqua sia «il tempo del “passaggio” che segna il cambiamento nelle nostre vite. Oggi stiamo provando l’esperienza del dolore, della passione, della prova, a cui questa epidemia ci costringe. Ma lo vogliamo vivere nella speranza propria che la Pasqua per tutti, credenti e non, rappresenta. Vogliamo rappresentare la forza di una comunità, che pur nella pluralità delle sensibilità religiose e culturali si ritrova unita e coesa. Mi sento oggi di rappresentare ognuno di quei medici, infermieri, operatori del sociale e delle forze dell’ordine e di quanti in queste lunghe settimane hanno sfidato il terribile virus e dato il meglio di sé sui posti di lavoro ancora attivi a sostegno di una città messa alla prova. Non siete soli».

Il vicario Manicardi ha sottolineato come «la piazza sia centro e simbolo della nostra vita sociale, alla vista dei palazzi dell’autorità pubblica, ai bordi del portico dove abitano le famiglie e sono presenti i negozi e gli uffici indispensabili alla vita; inoltre, sullo sfondo, c’è anche del Duomo che da mezzo millennio propone il sigillo di una possibile trascendenza a tutto il nostro vivere insieme».

Sette le persone che hanno pregato in rappresentanza di ogni comunità. Ha iniziato monsignor Manicardi con la preghiera tratta dal Salmo 22. Subito dopo è stato il momento della preghiera, pronunciata dal rabbino Beniamino Goldstein della Comunità Ebraica di Modena e Reggio, il quale ha ripetuto lo stesso Salmo in ebraico, lingua originale nella preghiera d’Israele.

Per la Chiesa Ortodossa Moldava di San Spiridione di Trimithonte, ha pregato l’Arciprete Arcadie Porcesc, che celebra nell’antica chiesa di Quartirolo.

È stato poi il turno di Florin Chihaia, rappresentante dell’Arciprete Vasile Pavalsc della Chiesa ortodossa autocefala di Romania, che celebra nella Cappella del Nazareno in viale Peruzzi.

Presente all’appuntamento anche la comunità cinese, rappresentata da Elisa Yang, dell’Associazione dei Cristiani evangelici cinesi di Carpi.

Non manca nemmeno l’Islam con l’associazione delle Comunità Musulmane di via Unione Sovietica, con l’Imam Mourad Selmi come portavoce: «Noi musulmani siamo una parte integrante di questa amata terra, invochiamo il soccorso di Allah, l’unico nostro signore, l’Altissimo, di proteggere l’Italia e gli italiani in questo momento difficile dall'invisibile nemico Covid-19».

Ha concluso la preghiera Manroob Sing, della comunità sikh. Il testo è stato pronunciato in lingua originale. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google