Gazzetta di Modena

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Cognento addio anche Angorath ora si arrende: giù la saracinesca

Gabriele Farina

L’emergenza Covid-19 ha messo la parola fine all’attività che voleva ravvivare la comunita con giochi e iniziative 

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Saracinesche abbassate e infrastrutture digitali. Luoghi in cerca di riqualificazione e nuovi servizi anagrafici. Progetti futuri da definire nell’incertezza del presente. A Cognento l’emergenza Covid-19 ha acuito vecchi problemi. Gli impianti sportivi sono chiusi per contrastare la diffusione del Coronavirus. Le Poste di via Traeri non ricevono da quasi un mese. In caso di necessità, i cognentesi devono percorrere circa tre chilometri per raggiungere l’ufficio sostitutivo di via Giuseppe Notari 121. I servizi anagrafici sono stati attivati nell’edicola. Nella scuola elementare sono in programma lavori per la banda ultralarga nei prossimi mesi. L’area dell’ex Conad resta un rebus. Il 31 luglio scorso la Margherita ha sventolato per l’ultima volta in via Traeri. Il Pd s’è mosso con un’interrogazione a prima firma Stefano Manicardi e una petizione «per chiedere la riapertura di uno spazio commerciale che possa servire la popolazione di Cognento». A sottolinearlo lo stesso Manicardi, indicando soprattutto «le persone che non hanno la possibilità di spostarsi per l'acquisto dei generi di necessità quotidiana». Il punto figurava all’ordine del giorno in un’assemblea pubblica. Nella riunione del 10 febbraio era un tema caldo per i cittadini del Quartiere 4, assieme alle fonderie. L’emergenza sanitaria ha rimescolato molte carte. Inoltre, la pandemia ha tolto ulteriori certezze ai commercianti e ai residenti di Cognento. «Così ci mettono in crisi», insistevano a più voci i cognentesi prima della chiusura del Conad. Era ancora estate. La crisi s’è aggravata e qualcuno ha deciso di chiudere i battenti per sempre. Come Angorath, negozio di giochi che ospitava serate e iniziative. Era partito nel 2019 come la scommessa di due giovani imprenditori: Jessica Franco e Cesare Verzini. Il 2020 avrebbe dovuto caratterizzare l’anno della svolta, tra eventi nel locale e partecipazioni a fiere nazionali. «I cognentesi speravano pompassimo linfa vitale in più - il commento di Verzini - adesso praticamente il centro di Cognento è quasi vuoto». La stessa bacheca virtuale che aveva ospitato partite e tavolate, miniature e video ha conosciuto un’escalation difficile da sostenere. «Il mondo non sta finendo - si legge in un post del 12 marzo - dobbiamo solo frenare un po’: rimaniamo sempre disponibili per i vostri eventuali ordini e richieste ma una pausa appare necessaria». Il 7 aprile la comunicazione con una foto di una saracinesca abbassata. La scritta in inglese recita: «Ci dispiace. Siamo chiusi. Per sempre». Nel post, gli imprenditori lasciano i clienti con l’augurio «che continuate a giocare, a divertirvi e a condividere la vostra passione». Verzini spiega che l’attività puntava «sulla pubblicità e sui fondi messi da parte» per contrastare la crisi prolungata. Una volta esaurite le risorse, l’amaro game over. «Il negozio non stava andando male - prosegue l’imprenditore - e al primo anno di apertura era tutto in divenire. Puntavamo sugli eventi e sul passaparola». Esclude di poter riavviare un’attività simile in futuro, «pur avendo fatto il possibile». Pensa ai fondi «che non so quando si riprenderanno». Confida che il risultato maggiore è stato «aver riportato la voglia ai giocatori di tornare sui tavoli». I due imprenditori hanno però incontrato resistenze e il 2020 doveva essere, come ribadito da Verzini, «l’anno per smuovere un po’ di più i giocatori».

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