Il Palazzo Cassa di Risparmio pronto per rimettersi in mostra
La storica struttura festeggerà i 110 anni: «Sarà un nuovo direzionale oltre che un punto di aggregazione per i mirandolesi. Lavori a buon punto»
MIRANDOLA
Una struttura che si appresta a festeggiare 110 anni di storia. Con il suo stile liberty da sempre caratterizza il centro di Mirandola. Un simbolo per la città. Troppo facile indovinare di cosa si sta parlando: il Palazzo della Cassa di risparmio di Mirandola. Da un paio di anni sono in corso i lavori di ristrutturazione dell’intero edificio che, tra l’altro, può godere di un ampio spazio esterno. All’opera c’è Emiliana Scavi, ditta di San Prospero, che ha acquistato il palazzo da Banca Intesa. L’obiettivo, ovviamente, è quello di riportare alla luce e di rimettere in attività l’imponente struttura di tremila e cinquecento metri quadrati. Spazi, questi, che sono inutilizzati dal terremoto del maggio 2012. «Il Palazzo della Cassa è di nostra proprietà da alcuni anni- spiega Stefano Zaccarelli, socio di Emiliana Scavi - lo abbiamo acquisito tra il 2016 e il 2017. La struttura era inutilizzata e dunque abbiamo potuto usufruire del contributo post-sisma da parte della Regione. Un finanziamento non sufficiente per portare a termine l’intera ristrutturazione, ma che copre circa il 60 per cento dell’investimento totale. Appena questo contributo è stato rilasciato, la nostra ditta ha iniziato con i lavori». Che come detto sono decisamente in stato avanzato: «In particolare siamo intervenuti sulla parte strutturale dell’edificio. Il consolidamento è stato necessario per portare l’edificio ad una “classe” importante. Da completare ci sono gli impianti e alcune finiture». Difficile, considerato il momento attuale, dare delle tempistiche. Anche se il futuro del Palazzo della Cassa di Mirandola è già definito. Chi spiega è sempre Zaccarelli: «Sarà adibito ad uffici, un po’ come lo era prima quando ospitava la banca. Un direzionale che potrà godere del grande vantaggio di essere nel cuore di Mirandola. Il nostro scopo è quello di “equilibrare” gli investimenti messi in campo dall’azienda. A questo si aggiunge un aspetto che per noi è fondamentale, probabilmente quello che ci sta più a cuore da cittadini della Bassa: dare la possibilità ai mirandolesi di sfruttare una struttura così storica e bella». In particolare grazie al giardino che fa da cornice all’edificio: «Si tratta di 5mila metri di area verde che possono essere destinati a diverse attività. Magari sfruttando il Palazzo stesso e soprattutto il grande gazebo di mille metri. Una struttura funzionale e utile per ospitare iniziative, penso per esempio al “Festival della Memoria” che, di recente, è andato in scena proprio sotto al gazebo. L’edificio si trova in una zona centrale oltre che strategica di Mirandola. E anche per questo motivo può diventare un “contenitore” importante per tutta la città». Per chiudere tocca propri a Zaccarelli fare il punto per le tempistiche. Il tema è già stato toccato, ma il socio di Emiliana Scavi precisa: «Mi sento di ripetere che siamo arrivati a buon punto. Attualmente i lavori sono fermi, non potrebbe essere diversamente. Speravamo di terminare in tempi brevi, ma per ora non possiamo fare altro che attendere l’evolversi della situazione legata al Coronavirus». —
E.B.
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