Via Traeri, spazio ancora vuoto dopo l’addio del supermarket
A fine luglio 2019 la chiusura del punto vendita Margherita. A gennaio il Pd ha lanciato una raccolta firme per chiedere il ripristino del presidio
Quello delle attività di vicinato di Cognento è un problema aperto da tempo: una serie di chiusure che hanno gradualmente privato di servizi la frazione a ovest della città, che dall’estate scorsa non ha più nemmeno un supermercato. Il 31 luglio 2019, infatti, a chiudere i battenti è stato il punto vendita Conad Margherita di via dei Traeri, dal momento che l’attività non era più economicamente sostenibile per i gestori del supermarket. Così, in piena estate è venuto a mancare un importante presidio di quartiere, fondamentale soprattutto per i residenti più anziani, che avevano la possibilità di fare la spesa vicino a casa. Un problema subito sollevato sul territorio e in Consiglio comunale da Stefano Manicardi (Pd), che ha coinvolto la giunta per provare a trovare una soluzione, dal momento che la capofila Nordiconad si è detta disponibile a collaborare, facendo però notare che la possibilità della gestione diretta di un supermercato da parte del marchio della grande distribuzione al momento non c’è. Una questione che il Pd locale, insieme all’ex consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Luca Fantoni, ha affrontato anche a gennaio scorso, con una raccolta firme davanti all’ex supermercato per chiedere la riapertura di uno spazio commerciale che è prima di tutto un punto di riferimento per i residenti: centinaia i cittadini che hanno aderito all’iniziativa, ricordando così l’importanza degli esercizi di quartiere.
Tornando all’interrogazione dem (firmata anche dal Cinque Stelle Giovanni Silingardi), a rispondere in Consiglio era stato l’assessore al Commercio Ludovica Carla Ferrari, che ha fatto sapere di aver avviato un confronto con le associazioni di categoria per facilitare i contatti tra i possibili soggetti privati interessati a gestire un’attività al posto del punto vendita Conad. Una delle azioni generali poste in essere per il contrasto all’impoverimento dei centri di vicinato da parte dell’amministrazione, ha ricordato l’assessore rispondendo all’interrogazione Pd-M5S, è lo studio commissionato nella precedente consiliatura sulle attività di quartiere: «L’analisi degli immobili e il censimento degli esercizi e delle attività attualmente in funzione - ha fatto sapere Ferrari - consentono di chiarire le attuali o potenziali dinamiche di acquisto nei centri di vicinato».
Al momento, comunque, di soluzioni vicine per trovare un’alternativa non ce ne sono: anche per questo, l’ex consigliere pentastellato Fantoni, in occasione della raccolta firme di gennaio, ha proposto di far leva sulle associazioni di categoria, coinvolgendo tutte le realtà del territorio per creare un’associazione temporanea di imprese che condivida i costi dello spazio. —
L.G.
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