Gazzetta di Modena

Modena

Carpi Fashion System

C’è un aiuto per le aziende che producono mascherine

S.A.

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Un bando da 50mila euro per aiutare le imprese del tessile-abbigliamento a sostenere le spese necessarie a portare avanti analisi e controlli per l’autorizzazione e l’avvio della produzione di mascherine e dispositivi di protezione individuale (Dpi) legati all’emergenza. Viste le diverse domande delle imprese del territorio relative a come procedere per poter riconvertire parte della produzione per creare mascherine, e l’intenzione di alcune di esse di intraprendere il percorso necessario, il progetto di sostegno alle aziende del distretto promosso da Carpi Fashion System con il contributo di Fondazione Cr Carpi ha deciso di contribuire a sostenere gli sforzi del territorio. Il bando è relativo alle spese sostenute per l’ottenimento dell’autorizzazione dell’Istituto Superiore di Sanità per la produzione e commercializzazione di mascherine e dell’autorizzazione dall’Inail per la produzione e commercializzazione di dispositivi di protezione individuale (Dpi). . Per richiedere il contributo, l’impresa dovrà rispettare una serie di requisiti, tra cui essere in regola con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali in favore dei propri lavoratori (Durc), essere regolarmente iscritta nel Registro imprese, dimostrare di aver ottenuto le autorizzazioni da Iss o Inail per la produzione e commercializzazione in deroga alla normativa vigente di mascherine chirurgiche e/o dispositivi di protezione individuale. Il bando rimarrà in vigore per 120 giorni a partire da ieri. «Avevamo dichiarato che, rispetto a questo momento di grande difficoltà per le imprese del comparto, non saremmo rimasti a guardare - commenta Stefania Gasparini, vicesindaco - e così è stato. Carpi Fashion System destina risorse per sgravare le aziende dalle spese necessarie a effettuare analisi e controlli, perché un percorso di produzione di materiali così delicati per la salute non va intrapreso con leggerezza». Si augura che gli imprenditori trovino «una strada di riconversione» anche Corrado Faglioni, presidente della Fondazione Crc, mentre Roberto Guaitoli (Lapam Moda) ha citato «un’azienda fuori distretto che è riuscita a ottenere la certificazione con i suoi tessuti». Marco Gasparini (Cna Federmoda), ha menzionato come questo «passaggio coinvolga tutta la filiera e ci sia forte preoccupazione, ma al tempo stesso, desiderio di risolverla». Tanja Lugli (Confindustria) ha elogiato lo sforzo concertato. —S.A.

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