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L’ANNUNCIO 

I campioni di Formula student costretti a rimanere nei box

Gabriele Farina
I campioni di Formula student costretti a rimanere nei box

L’emergenza internazionale annulla il campionato delle Università europee Modena era pronta a lanciare i nuovi modelli dei ragazzi di Ingegneria

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Sei titoli indifendibili. Nei giorni in cui la Formula 1 discute se e quando inizierà la stagione, un’altra Formula ha deciso di annullare tutto. È la Formula Student, la rassegna motoristica per gli atenei. Il 2019 era stato l’anno più fruttuoso di sempre per il Modena Motor Racing. La scuderia Unimore ha primeggiato con la monoposto a combustione M19-L nella classifica generale. Al titolo assoluto (primo per un'università italiana) si aggiungono i riconoscimenti per le gare di accelerazione e di tenuta, per il conducente più divertente e per il design. Dulcis in fundo, il premio (sponsorizzato Mercedes) per l’innovazione della monoposto ibrida M181-H, esordiente nella manifestazione. Nel 2020, gli equipaggi Unimore si sarebbero dovuti sdoppiare. Il team ibrido sarebbe andato dal 22 al 26 luglio a Silverstone, laddove settant’anni fa nacque la Formula 1. La vettura combustion avrebbe gareggiato in Italia a Varano, in Austria al Red Bull Ring (circuito in forse per il Mondiale 2020 di Formula 1) e in Spagna al Montmelò, laddove le auto di Formula 1 sono state viste per l’ultima volta dal vivo. «Nessuno quest’anno può intaccare i titoli che abbiamo vinto: siamo ancora i campioni in carica», il giudizio di Elisabetta Pellegrino, team leader della vettura ibrida 2019. Sul sito dell’evento si apprende che la decisione degli organizzatori non è stata unanime. «Eravamo psicologicamente preparati, ma dispiace sempre», ribadisce il professor Matteo Giacopini, consulente di facoltà. Il docente Unimore rimarca che il lavoro fatto non andrà perduto. Nel 2021 la scuderia Unimore punterà ancor di più sulla vettura ibrida per la tappa in Inghilterra. Sulla vettura a combustione, le sfide dell’anno prossimo potrebbero essere le ultime. «Dalla stagione prossima intendiamo partire con una vettura completamente elettrica», anticipa Giacopini. Per il docente è una decisione che rispecchia la necessità di rendere la Formula Student «un’espressione sia agonistica sia formativa». Gli studi per la vettura elettrica sono già partiti e Giacopini non esclude di vedere «una terza vettura già nel 2021». Secondo il comitato organizzatore, l’edizione 2020 potrebbe corrersi in rete. Tra le possibili sfide, competizioni al volante in rete, modelli di business, analisi costi e benefici. «Dipende dal formato», spiega il professore. Il rischio che ci sia «un ottimo esercizio didattico, ma dal livello di competizione molto piatto». Competitivi intendono essere gli studenti. Dall’inizio della pandemia hanno continuato a lavorare in rete, rigorosamente a distanza. Per il docente sono «motivatissimi e ancora uniti». Le voci degli studenti interpretano il desiderio di tornare a competere. «Cercheremo di avere tutto pronto per settembre-ottobre - rimarca Mario Leonardo Ramistella, team leader della squadra ibrida - per ottimizzare quanto fatto. Se riusciremo a lavorare in officina, renderemo la monoposto ancor più funzionante per l’anno prossimo». «Stiamo cercando per quanto possibile di concludere quello che abbiamo lasciato in sospeso», fa eco Eugenio Maniero, team leader della squadra a combustione.

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