Gazzetta di Modena

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LA QUARANTENA PROTETTA 

L’Hotel Tiby di Modena accoglie i malati positivi dell’ospedale

Gabriele Farina

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Gabriele Farina

L’assistenza in hotel raddoppia. L’Hotel Tiby ha aperto le porte alle persone positive al Covid-19. Sono pazienti dimessi dagli ospedali modenesi, ma che non possono trascorrere il periodo d’isolamento in casa. I motivi possono essere diversi, dalla mancata possibilità di avere un bagno separato alla possibilità di convivere con persone che soffrono di patologie.

Nell’albergo modenese trascorreranno il periodo verso la guarigione completa in una stanza singola con bagno. Dalle 8 alle 20 saranno assistiti da sei operatori sanitari, messi a disposizione dall’Ausl. Figure professionali quali infermieri, fisioterapisti e terapisti della riabilitazione che ne seguono periodicamente gli sviluppi. L’esperienza è una novità per la città. L’Ausl aveva già siglato un accordo del genere, ma con il Concordia Hotel di San Possidonio.

I primi ospiti del Tiby sono arrivati martedì. Ieri erano in programma nuovi arrivi. In totale, sono stati attivati 36 posti letto sui 100 previsti. Prima dell’arrivo, sono stati programmati interventi nella struttura per accogliere i pazienti in sicurezza. Contattata telefonicamente, la proprietà di via Rainusso non ha fornito ulteriori dettagli.

All’Hotel Tiby vanno i ringraziamenti dell’Ausl di Modena per aver «garantito la massima disponibilità in tempi rapidi».

Il commento a due voci è della coordinatrice infermieristica Imma Cacciapuoti e dell’infermiera Anna Maria Arroi in rappresentanza della Direzione Sanitaria dell’Ausl. «Il ruolo di queste strutture alberghiere è importantissimo perché permettono di ospitare in un luogo sicuro e assistito le persone positive al coronavirus - rimarcano Cacciapuoti e Arroi - sia per motivi logistici (l’assenza di una stanza e di un bagno a uso esclusivo) sia per motivi sanitari». —



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