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«Sepoltura islamica su richiesta del Prefetto»

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La decisione di riservare una porzione del cimitero di San Marino alla sepoltura islamica “è conseguente al fatto che da un lato non esisteva nei cimiteri carpigiani una zona dedicata a questa confessione, pur essendo numerosa la comunità musulmana nel territorio comunale, e che dall’altro la Prefettura ha chiesto ai sindaci di «valutare ogni utile iniziativa volta al possibile superamento» della situazione, cioè del blocco degli espatri di salme per la chiusura delle frontiere e il fermo totale dei trasporti aerei e marittimi”. Lo fa sapere il Comune, dopo la notizia, data della Gazzetta, che un’area del cimitero della frazione sarà destinata a chi praticava fede musulmana. Il blocco degli espatri comporta infatti il rischio di «un accumulo straordinario di feretri in giacenza negli obitori ospedalieri e nei depositi provvisori, che rappresenterebbero di conseguenza - si legge nell'ordinanza del sindaco Bellelli - una problematica di ordine sanitario», a prescindere dalle cause dei decessi. Il Regolamento di polizia mortuaria prevede la possibilità di destinare settori specifici «a comunità che desiderino tipi di sepoltura diversi da quelle comunemente previsti», ma la revisione in atto del Piano cimiteriale ha «tempi di approvazione non compatibili con l’attuale situazione». «La decisione - commenta Tamara Calzolari, assessore a Sanità e immigrazione - pur presa nel momento dell'emergenza, risponde un'esigenza emersa da tempo, cioè di dare sepoltura secondo il proprio rito a persone che fanno parte della nostra comunità». —

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