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Evasore fiscale “seriale” non perde il vizio: la Finanza gli sequestra oltre un milione di euro

Enrico Ballotti
Evasore fiscale “seriale” non perde il vizio: la Finanza gli sequestra oltre un milione di euro

Sassuolo. L’imprenditore 72enne protagonista di diversi reati fiscali Si dichiarava al limite della povertà, ma possedeva anche una Ferrari 

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LE INDAGINI

Enrico Ballotti

È attualmente in corso, da parte dei finanzieri del comando provinciale di Modena, una misura di prevenzione patrimoniale prevista dal “codice antimafia” nei confronti di un imprenditore settantaduenne originario della provincia di Reggio Emilia - formalmente residente in Romania - ma di fatto dimorante nel Comune di Sassuolo. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione “Misure di prevenzione” del tribunale di Bologna che, in accoglimento di richiesta analoga dalla procura di Modena, ha disposto il sequestro di beni immobili, mobili, mobili registrati e disponibilità finanziarie (intestati anche a terzi) per un valore, allo stato attuale, di oltre un milione di euro. Le indagini patrimoniali svolte dai finanzieri della Compagnia sassolese hanno evidenziato una reiterata propensione a delinquere dell’uomo, tale da fargli assumere la veste di “grande evasore”, circostanza emersa e rilevata dai numerosi procedimenti penali in carico allo stesso. La storia criminale del 72enne, infatti, comincia già verso la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ‘80, per poi protrarsi quasi senza soluzione di continuità per diverso tempo. In questo senso sono diverse le condanne per bancarotta ed altri reati finanziari tra il 1990 e il 2000, fino all’ennesima condanna per reati tributari nel maggio del 2019. Gli accertamenti svolti da un lato hanno permesso di rilevare come il soggetto destinatario del provvedimento, nel corso degli anni, si sia reso responsabile di diversi reati fallimentari e schemi fraudolenti a danno dell’erario, dall’altro hanno consentito di evidenziare una palese “sproporzione” tra i redditi dichiarati negli anni e la consistenza patrimoniale accumulata e ricostruita. Quest’ultima rappresentata, tra l’altro, da beni immobili intestati alla moglie ed al figlio ma riconducibili all’imprenditore.

Le attività illecite poste in essere in circa quarant’anni, avevano consentito all’uomo un tenore di vita ben più elevato rispetto ai propri redditi dichiarati, tali da consentirgli l’acquisto -anche attraverso intestazioni fittizie - di una Ferrari e di un’imbarcazione da diporto, oltre che l’acquisizione di diversi immobili ed investimenti finanziari ed assicurativi.

Entrando più nel dettaglio, le investigazioni patrimoniali svolte, allargate anche al nucleo familiare , hanno consentito di appurare una sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio effettivo per circa 7 milioni di euro, evidenziando, tra l’altro, che in talune annualità l’uomo aveva dichiarato redditi al di sotto della soglia di povertà e quindi al limite della sopravvivenza.

Parallelamente, le frodi in danno dell’erario commesse negli anni hanno fatto “collezionare” all’uomo che come detto risulta residente all’estero, per la precisione in Romania, un debito per oltre 12 milioni di euro, mai saldato. —

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