Gazzetta di Modena

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LE INDAGINI DELL’ANTIMAFIA IN CITTÀ 

I Maphite alla conquista di Modena, poi la caduta: due vertici e le divisioni

I Maphite alla conquista di Modena, poi la caduta: due vertici e le divisioni

Il ramo regionale della gang mira al controllo del crimine in città ma i rivali li umiliano Riunioni coi capi alla Madonnina e al Campazzo di Nonantola

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Modena non è solo quel territorio di infiltrazione e conquista mafiosa che si rivelerà un cocente fallimento per la potente gang ma anche il luogo di due riunioni di vertice che segneranno al resa dei conti e lo scioglimento precipitoso del clan regionale: la Vatican Family Emilia-Romagna, ormai troppo esposta. I Maphite sono una gang nigeriana molto potente con diramazioni mondiali e, a quanto pare, con una forte presa sui traffici della cocaina, sulle estorsioni a connazionali e sul controllo della prostituzione. Eppure a Modena fallisce. Ci sono già altre organizzazioni criminali nigeriane, una delle quali è più forte e spregiudicata dei Maphite: i Vikings. Di qui i vertici coi capi. La prima riunione si svolge il 16 settembre 2018 alla Madonnina, in via Zarlati. A decidere vengono convocati 58 affiliati di vari gradi. Alla fine non se ne fa niente. Il 7 ottobre si convoca la seconda riunione. È organizzata con stile da “padrini”. Alla stazione di Modena i delegati della Famiglia Vaticana, sono accompagnati su un bus e fatti scendere a una fermata; con le auto l’organizzazione li porterà in un casolare di via Farini al Campazzo di Nonantola. Alcuni capi sono ormai in disgrazia: dopo aver garantito il controllo del crimine con ordine brutale sono stati ridicolizzati dagli attacchi della gang rivale dei Vikings e persino da un semplice negoziante pakistano. La seconda riunione porterà allo scioglimento temporaneo della Famiglia Vaticana. Durante un controllo, gli agenti fermano a Parma un nigeriano irregolare e viene mandato al centro espulsioni di Torino: è un affiliato. Subito dopo la catastrofe: un nigeriano minacciato vuota il sacco con i magistrati, diventa un pentito, in settembre la retata con 19 fermi, perquisizioni in nove città (in Emilia e a Bergamo). —

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