Modena La vita in bilico delle badanti e delle colf C’è chi licenzia e chi corre a regolarizzare
Assenze retribuite o non retribuite, periodi di ferie, anticipazioni del Tfr. Sono diverse le strade che le famiglie possono intraprendere per evitare di ricorrere al licenziamento di colf e badanti durante il periodo di emergenza Covid-19. I sindacati e la situazione modenese: «A molti diciamo di fare denuncia»
MODENA. Assenze retribuite o non retribuite, periodi di ferie, anticipazioni del Tfr. Sono diverse le strade che le famiglie possono intraprendere per evitare di ricorrere al licenziamento di colf e badanti durante il periodo di emergenza Covid-19. Soluzioni, tuttavia, percorribili nel breve periodo e che, in assenza di ammortizzatori sociali, preannunciano per molti lavoratori domestici lo spettro del licenziamento. Così, loro che si prendono cura dei nostri anziani e producono l’1,3 % del Pil, tra mancanza di tutele, paura del contagio, difficoltà negli spostamenti e smart working, rischiano di perdere il lavoro.
Anche a Modena c’è a chi non è bastato avere un contratto a tempo indeterminato ed è è arrivata la lettera di licenziamento e ora deve fare i conti con la disoccupazione e un affitto da pagare. In assenza di ammortizzatori sociali, molti lavoratori domestici si stanno ritrovando senza reddito, alcuni senza vitto e alloggio e con l’impossibilità di tornare nel Paese d’origine a causa delle chiusure delle frontiere. Chi lavorava in nero (secondo l’Inps in Italia il 58% è irregolare) ora chiama il sindacato ma purtroppo non ha niente a cui “aggrapparsi”, perché anche denunciare di questi tempi è diventato più difficile. «A queste persone stiamo dicendo che dovrebbero fare denuncia in modo che, se dovesse uscire un qualche tipo di ammortizzatore, potrebbero averne diritto più avanti e magari chiedere i danni alla famiglia – spiega Patrizia Mazza della Filcams Cgil – . A livello nazionale, insieme agli firmatari del Ccnl Lavoro Domestico, ovvero Fisascat Cisl, UilTucs e Federcolf per parte lavoratori e Domina e Fidaldo, abbiamo inviato una lettera al governo nella quale chiediamo di includere questi lavoratori tra i destinatari degli ammortizzatori sociali di sostegno in deroga e degli strumenti di integrazione al reddito».
Tra mancanza di tutele e preoccupazioni per il futuro, un supporto quantomeno arriva da CassaColf, che vede iscritti i lavoratori del settore a cui viene applicato il Ccnl: una diaria per coloro che sono risultati positivi al tampone per il Covid-19. «Si tratta di 40 euro giornalieri per ogni notte di ricovero ospedaliero per un massimo di 50 giorni – continua la sindacalista – inoltre qualora sia necessario un periodo di isolamento domiciliare, previo tampone positivo, i lavoratori possono avere diritto a un’indennità di 40 euro al giorno per un periodo non superiore a 14 giorni all’anno». Se da un lato c’è chi perde il lavoro, dall’altro sembra essere partita una corsa per regolarizzare le badanti. Come raccontano dalla Fisascat Cisl, succede che molte famiglie chiamano il sindacato e si informano per l’assunzione di una badante. Senza dire, naturalmente, che stanno cercando il modo di regolarizzare un rapporto di lavoro già esistente. Ai tempi dell’autocertificazione obbligatoria per qualsiasi spostamento, è chiaro che le famiglie datrici che hanno il domestico in “nero” sanno di rischiare molto. —
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