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Scuole superiori, ecco 21 classi in più Provincia: «Troveremo nuovi spazi»

Scuole superiori, ecco 21 classi in più Provincia: «Troveremo nuovi spazi»

Oltre 34mila ragazzi nel prossimo anno scolastico: un aumento di 562 iscrizioni. Tomei: «I nostri tecnici al lavoro»

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Saranno oltre 34 mila gli studenti delle scuole superiori modenesi nel prossimo anno scolastico, suddivisi in 1505 classi: più precisamente 34.584 con un aumento di 562 iscritti e 21 classi rispetto all'anno scolastico in corso; cinque anni fa gli studenti erano 32.207, mentre dieci anni fa erano 28.840 e le classi 1.264.

I dati sono stati raccolti ed elaborati dalla Provincia, sulla base delle comunicazioni delle scuole stesse, al fine di programmare gli interventi di edilizia scolastica.

«Sulle modalità di avvio del prossimo anno scolastico deciderà il Governo – sottolinea Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia di Modena – e siamo ancora in una fase di incertezza legata all'emergenza sanitaria Covid 19. Vedremo se dovremo affrontare il problema del distanziamento fra i banchi, in classi formate anche da oltre 25 alunni. In ogni caso il Governo ha già detto che si stanno valutando diversi scenari compreso un piano per ripartire anche in modalità a distanza. Stiamo comunque seguendo l'evoluzione con le scuole e nel frattempo stiamo studiando le soluzioni per garantire in condizioni normali gli spazi in funzione dei nuovi iscritti in più».

I tecnici della Provincia, infatti, in questi giorni, stanno valutando, sulla base delle richieste dei dirigenti scolastici, possibili soluzioni per ricavare gli spazi necessari, appunto in condizioni ordinarie, all’interno delle strutture esistenti e stanno procedendo con la stima e la progettazione degli interventi.

L'incremento più importante si registra sulla città di Modena, dove gli iscritti raggiungono 14.758 studenti con un incremento di quasi 200 studenti rispetto lo scorso anno; segue Sassuolo dove si registra un incremento di quasi 180 studenti concentrato per lo più all'istituto Volta, indirizzi tecnici e professionali industriali e scienze applicate, che salirà a 70 classi; poi Carpi e Pavullo con circa 100 studenti in più ciascuno.

Ad oggi, insomma, novità su come si dovrà ripartire non ne esistono, solo tanti dubbi e nessuna certezza, se non quella che tra i banchi, entro giugno non si tornerà.

È iniziato ieri in commissione Istruzione al Senato l’esame di conversione in legge del decreto approvato dal Consiglio dei ministri l’8 aprile scorso che contiene “Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato”. L’iter è partito con l’illustrazione della relatrice M5s, Luisa Angrisani, alla presenza del sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe De Cristofaro. Nel corso della seduta è stato stabilito che ci sarà tempo fino a domani per richiedere le audizioni e si svolgeranno, spiega il vicepresidente della commissione, Francesco Verducci (Pd), all’inizio della prossima settimana, tutte in videoconferenza e nell’ambito di una stessa audizione, anche per l’esigenza di avere tempi rapidi. Lunedì sarà fissato il calendario delle audizioni e verrà deciso anche il termine di presentazione degli emendamenti. «Si tratta di un provvedimento molto rilevante - ha sottolineato Verducci - e c’è bisogno da parte del Parlamento del massimo ascolto e della massima condivisione con le forze associative e sindacali».

«Al Ministero stiamo istituendo un tavolo con esperti che lavoreranno, a fianco del governo, per mettere a punto il nostro Piano per il mondo dell’Istruzione. Non solo come ripartire a settembre, un tema su cui siamo già al lavoro, ma anche come costruire, uscendo da questa emergenza, una nuova scuola». Lo scrive su Fb il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina. «Daremo risposte puntuali - prosegue -. E trasformeremo la crisi in opportunità. Tutti stanno parlando di scuola in queste settimane. Tutti ne hanno riscoperto lo straordinario valore, la sua enorme importanza. Abbiamo l’occasione di poterla rimettere al centro di un grande progetto di innovazione. La scuola rappresenta il nostro presente, ma anche il futuro dell’Italia». —

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