Gazzetta di Modena

Modena

Green Village dovrà pagare 621mila euro 

Ex Sipe abbandonata Spilamberto va rimborsato per il piano mai realizzato

; F.D.

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La sentenza

SPILAMBERTO

Può essere letta come una vittoria di Pirro perché difficilmente il danno sarà ripagato, ma il Tar ha nuovamente dato ragione al Comune nell’annosa vertenza contro Green Village, disponendo un risarcimento di oltre 600mila euro che la società fallita dovrebbe riconoscere. I giudici hanno quindi riconosciuto il corretto agire del municipio su una vertenza che non ha vincitori dal momento che l’ex Sipe - l’imponente area su cui la Green Village voleva realizzare un polo scientifico oltre a un centro commerciale e vari edifici residenziali - rimane in totale stato di abbandono e senza una prospettiva a breve termine.

Scampato il primo pericolo di un risarcimento milionario che la società aveva chiesto al Comune per l’interruzione del contratto urbanistico, ora i giudici del tribunale amministrativo hanno nuovamente annotato il corretto piano adottato dal municipio prospettando un risarcimento di quasi 621mila euro così motivato: 137mila euro per le spese sostenute per progettare il Centro Scientifico Tecnologico e per costituire, capitalizzare e poi dismettere la società Sipe spa; 48mila euro per le imposte e tasse pagate per le aree cedute da Green Village per l’attuazione della parte pubblica del comparto; 435mila euro per la perdita del contributo regionale concesso nel 2004 e revocato nel 2010 a causa della mancata realizzazione del Centro Scientifico Tecnologico, che l’amministrazione ha restituito alla Regione.

Non sono invece state tenute in considerazione le controdeduzioni avanzate dal curatore fallimentare di Green Village secondo cui “la costituzione della Sipe spa fu una scelta discrezionale non necessitata da parte del Comune e ben successiva alla stipula dell’accordo di pianificazione rimasto inadempiuto. E il contributo regionale sarebbe un danno non risarcibile perché non prevedibile dalla stessa resistente al momento della assunzione delle obbligazioni ritenute violate”.

Il Tar non ha invece considerato risarcibili altre voci avanzate dal Comune, rappresentato dagli avvocati Benedetto e Giacomo Graziosi. Non vengono infatti considerati danni da indennizzare i 973mila euro che Spilamberto avrebbe incassato come quota dalla Regione se il piano urbanistico e scientifico fosse andato a buon fine e non entra nel conto neppure il milione di euro quantificato come danno “alla reputazione e alla credibilità dell’amministrazione nei riguardi della propria cittadinanza e della pubblica opinione in generale”. —

F.D.

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