Ance e Coop: «Noi pronti» I sindacati: «Buona base C’è il divieto di licenziare
È un “quaderno operativo” che fornisce indicazioni a tutti i dipendenti rispetto ai comportamenti personali: il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine, l’igiene delle mani. E che prevede nuove regole: la misurazione della febbre prima di iniziare a lavorare, l’aumento degli spogliatoi, la separazione dei bagni, la pausa pranzo scaglionata. E che contiene l’impegno degli imprenditori: fornire i dispositivi di protezione individuale a tutto il personale. È il “quaderno” messo a punto dall’Ance Emilia: «Ma ci devono far ripartire subito, senza aspettare il 3 maggio, perché altrimenti le nostre aziende rischiano di chiudere per sempre».
L’Alleanza delle Cooperative dell’Emilia-Romagna, con il presidente Massimo Mota e i copresidenti Giovanni Monti e Francesco Milza, plaude alla proposta condivisa: «In particolare concordiamo sulla necessità di superare la logica dei codici Ateco per adottare una visione di filiera e sull’opportunità che sia la Regione, in sintonia con le norme nazionali, ad avere la regia nell’implementazione degli accorgimenti necessari a garantire la sicurezza degli addetti e degli utenti». Confartigianato Emilia, intanto, indica come priorità la ripartenza del settore dell’edilizia, 70 mila unità circa, e dei parrucchieri, 10 mila imprese circa, in questo caso anche per contrastare l’abusivismo. Cgil, Cisl e Uil regionali affermano invece che la proposta presentata al governo rappresenta «una base di discussione che dovrà essere meglio articolata nelle prossime ore all’interno di un quadro normativo nazionale». «Per quel che ci riguarda - dicono i sindacati - l’obiettivo comune è far ripartire solo chi è in grado di garantire adeguati standard di sicurezza». Temi da affrontare: tempi di lavoro, mobilità, servizi. Senza dimenticare «il divieto di licenziare e quindi la salvaguardia dei livelli occupazionali, nonché il ruolo della contrattazione aziendale nella riorganizzazione». —
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