Ex Sipe, Costantini soddisfatto «Ora nuovo piano per l’area»
Dopo che il tar ha riconosciuto al Comune un indennizzo di 620mila euro Ma la società Green Village dopo tanti progetti e promesse è fallita
SPILAMBERTO
Che accadrà ora alla ex Sipe? Dopo vent'anni di progetti faraonici, palazzoni di otto piani collegati da un ponte passerella con vista sulla valle dei ciliegi e colate di cemento mai realizzate, il mezzo milione di metri quadrati relativi all'ex fabbrica di esplosivi tornano in gioco. La sentenza del Tar, che riconosce al Comune di Spilamberto la legittimità dell'annullamento dell'accordo di programma, già votato nel 2011e impugnato dalla precedente proprietà, è un punto fermo. Nel frattempo però i protagonisti della vicenda, ovvero la società Gren Village, sono falliti. La loro richiesta di 80 milioni di danni, avanzata a suo tempo da Erminio Petillo, allora presidente della GV, è finita nell'album delle sparate polemiche. Resta invece ferma la condanna alla Gren Village di 620 mila euro nei confronti del Comune, anche se difficilmente le casse pubbliche vedranno un centesimo di quel risarcimento. «Ci siamo tolti un peso dallo stomaco – dice il sindaco Costantini – Quando nel 2011 votai anch'io in consiglio comunale la rescissione del contratto, pensavo che fosse giusto dare un taglio netto con una girandola di proposte mai realizzate. In undici anni, da quando era stato varato l'accordo di programma, non era stato realizzato nulla. Sono soddisfatto della sentenza perchè i giudici hanno riconosciuto, senza ombra di dubbio, che l'amministrazione si è mossa nell'interesse della cittadinanza. Che accadrà ora per quell'area? Bisognerà passare a un'altra pianificazione edilizia, dovremo vedere cosa fare dell'area che per ora resta a uso agricolo».
In quei 500 mila metri quadrati ci vecchi fabbricati della Sipe dove si fabbricavano le bombe e ora tutelato dalla Sovrintendenza come testimonianza di archeologia industriale, tre cascinali di campagna e anche alcune casematte di cemento della seconda guerra mondiale.
La vecchia Sipe, avendo necessità di camuffare la produzione bellica, necessitava di luoghi sicuri dove nascondere gli esplosivi. Resta un problema: dove salteranno fuori i soldi necessari per una riconversione, a cominciare dai 10 mila metri quadrati di fabbricati industriali ora abbandonati a sé stesso. Una dozzina di anni fa si cominciò a riciclare l'idea di un progetto pubblico, legato a un centro di ricerca dell'università, per ottenere finanziamenti pubblici. E di recente Pelloni ha lanciato l'idea di farne un ospedale di zona interprovinciale e servire Vignola e Bazzano.
Tutti progetti sulla carta mentre il vero salvadanaio disponibile è rappresentato dai 700 mila euro in contanti di indennizzi che fanno capo alla Provincia per il passaggio della Pedemontana sulle terre ex Sipe, poi finite in mano all'ex manager Fiat e presidente della Green Village. —
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