Gazzetta di Modena

Modena

sestola. va in pensione 

Turismo, Paolo Guerri lascia dopo 43 anni: «Fiducia per l’estate»

Daniele Montanari
Turismo, Paolo Guerri lascia dopo 43 anni: «Fiducia per l’estate»

È stato il riferimento del settore per tutto l’Appennino «Col virus, la montagna sarà privilegiata al mare»

2 MINUTI DI LETTURA







SESTOLA

Dopo quasi 43 anni di lavoro ininterrotto per la promozione dell'Appennino, il “volto” del turismo a Sestola, e in gran parte del Frignano, lascia. Dal 1° maggio Paolo Guerri, direttore dello Iat del Cimone, sarà in pensione. «Una figura a tutti gli effetti storica – sottolinea il sindaco Marco Bonucchi – un ringraziamento pieno di stima per tutto quello che ha fatto. Con la speranza che non manchi di sostenerci ancora con la sua esperienza».

Guerri quando iniziò?

«Il 1° aprile 1978, quando presi servizio in quella che era ancora l'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Sestola, due mesi in sostituzione del direttore Urbano Galli, in pensione. Poi ho vinto il concorso e sono subentrato a tutti gli effetti in azienda, finché nel 1986 non è stata soppressa da legge regionale e trasformata prima in Ept e poi in Apt in capo alla Provincia. Poi a metà anni '90 il passaggio sotto al Comune e la nascita dello Iat quale ente di servizio di quasi tutto il Frignano (Pavullo è autonomo con uno Uit)».

Il periodo più bello?

«Dal 1985 al 2005 direi, quando l'Appennino ha avuto uno straordinario sviluppo turistico, grazie anche alle risorse in campo».

Poi cos'è successo?

«A poco a poco è venuta a mancare una governance sul turismo, e la situazione è precipitata quando la Provincia ha dovuto rinunciare al suo ruolo ed è uscita dal Consorzio Valli del Cimone, che in sé era uno strumento preziosissimo. Prima in Provincia ci si confrontava, si pianificava, si litigava anche. Adesso non si parla più, i Comuni vanno ognuno per la propria strada, anche in concorrenza. Dimenticando che il turista non viene per stare in un paese, ma per vivere un territorio. Bisogna remare tutti nella stessa direzione, ma è impossibile farlo senza una governance. Persone capaci ce ne sono Ma devono essere messi in condizioni di lavorare con una regia».

Cosa succederà col virus?

«L'emergenza può essere una straordinaria opportunità: difficilmente le persone torneranno presto a viaggiare all'estero, e la vedo dura rispettare le distanze al mare.

I grandi spazi dell'Appennino sono l'ideale adesso. Sestola, ad esempio, da sola ha 5mila seconde case, che vuol dire circa 15mila posti letto extra alberghieri: se solo il 30 o il 40% si riempissero nei weekend e nelle vacanze, avremmo un ritorno straordinario. E così altrove». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google