Un giro in bici salutando gente con la mascherina
Malgrado i numerosi momenti di riflessione offerti da questo fermo immagine prolungato, la mente riesce solo con fatica ad immaginare una nuova normalità anormale. Le previsioni si limitano a qualche attività primaverile semplice, nel rispetto dell’abitudine alla prudenza. Un giretto in bici con la nonna, salutando con un cenno i volti di paese dimezzati dalla mascherina. Una grigliata con pochi amici in uno spazio aperto di campagna, dove si alzerà il tono della voce per farsi sentire dal più lontano, in fondo alla lunga tavolata (a questo sono abituata…). Un aperitivo casalingo preparato dal barman di casa, per la paura dei luoghi affollati. Un allenamento di pallavolo all’aperto, contactless. “Uscire” sarà una liberazione, ma nel lungo termine, perché la repulsione verso i contatti è ormai divenuta sistematica. Il termine del lungo processo di restrizioni e cautele, tra una manciata di mesi, sarà però simbolo di una libertà olistica, conquistata con pazienza e sacrificio comunitari. —
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