Caso-Unione: ultimatum di Mirandola agli altri paesi
Il sindaco di Mirandola pone un ultimatum - anche se non lo definisce tale nel lungo comunicato diffuso - ai colleghi dell’Area Nord, stimolandoli a conferire tutti i servizi in Unione, andando verso una sorta di gestione unica. E la scadenza per dare una risposta definitiva è individuata nel 4 maggio.
«Mirandola è sempre stata favorevole alla crescita ed al consolidamento dell’Ucman - scrive Greco - La dimostrazione è che tutti i servizi del Comune sono stati conferiti al suo interno. Perché allora non c’è altrettanta volontà da parte degli altri sindaci, ed in particolare di chi non l’ha ancora fatto, di continuare per questa strada? Preferendo o forse è il caso di dire scegliendo, di non farlo?».
Il tema è stato nuovamente risollevato ieri a margine della Giunta a cui partecipano tutti i sindaci: «Rinnovo dunque una richiesta di chiarimenti, per altro già avanzata a più riprese e senza ottenere risposta. Di questo passo - continua - mancando una volontà comune di procedere insieme, oltre ad eludere i principi dell’Ucman, si rischia fortemente di minare la sua stessa esistenza. E ad essere penalizzato è chi invece i servizi li ha conferiti, oltre naturalmente ai cittadini».
Al momento soltanto Mirandola e San Prospero hanno conferito tutti i servizi in Unione, mentre Finale resta il più autonomo. «Senza andar troppo per il sottile, quello che si evince è che siamo in presenza di una gestione a metà in cui, di fronte all’ammontare delle spese, non si ha alcun ritorno in termini di vantaggi; gli iter di tipo procedurale rallentano; non si riesce ad assumere personale. Si può andare avanti in questo modo?». —
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