Museo “Valli mirandolesi” A passeggio con l’audioguida
Rilanciato il progetto ambientale per scoprire i 2727 ettari di biodiversità “Sulla Pianura depressa” accompagnerà i turisti tra piante e uccelli migratori
mirandola
Scarpe comode, pantaloni lunghi, cappellino in testa, binocolo al collo e adesso anche un’audioguida per andare alla scoperta di una delle zone dell’Emilia Romagna in cui la natura è ancora padrona indiscussa: le Valli mirandolesi. Un’area di 2727 ettari, un mosaico di zone umide, stagni, praterie arbustate, siepi e boschetti realizzati prevalentemente da aziende agricole nel corso degli anni ’90, un caleidoscopio di flora e fauna unico. Basti pensare che sono state censite - perché c’è un gruppo di appassionati della stazione ornitologica “Pettazzurro” che si dedica anche a questo aspetto - almeno 45 specie di interesse comunitario, 13 delle quali nidificanti tra cui Cavaliere d’Italia e Tarabuso e dal 20% al 40% della popolazione nazionale di Mignattino piombato. Ebbene, per ridare valore al tesoro ambientale ora il Ceas “La Raganella”, protagonista di numerose iniziative per studenti e cittadini, ha scelto di riscoprire il valore dell’audioguida, mezzo utile per esaltare le peculiarità delle Valli, magari durante un giro in bicicletta o una visita a piedi in un museo a cielo aperto. Si chiama “Sulla Pianura depressa” ed è il progetto affidato alla società Koiné che già nel 2006 aveva elaborato una dettagliata audioguida. «Dopo un periodo di interruzione di alcuni anni a causa del sisma 2012, l’audioguida non è stata aggiornata ai cambiamenti naturali e antropologici avvenuti all’interno delle Valli mirandolesi ed occorre pertanto realizzare la nuova edizione», spiegano al Ceas nel predisporre l’incarico di 3660 euro a cui aggiungere anche uno spettacolo teatrale di promozione.
Ma tutta la Bassa ha avviato un percorso di promozione ambientale. Lo ha fatto Finale che può contare su Oasi “Le Meleghine” e impianto di fitodepurazione nella quale si sono sviluppati anche progetti con gli studenti dell’istituto agrario “Calvi”. I 327 ettari censiti risultano essere aree di sosta di almeno 32 specie di uccelli migratori oltre ad essere la “casa” dell’airone bianco maggiore. Negli ultimi giorni l’amministrazione comunale ha deciso di investire un po’ di soldi utili a sistemare la torretta dedicata al birdwatching, e ridare accoglienza agli appassionati di ornitologia.
A Concordia invece è in fase embrionale il progetto di rilancio dell’area di riequilibrio ecologico “Oasi Val di Sole”, istituita nel 2011 e ora in parte dismessa: si tratta di 27 ettari umidi e acquItrionosi all’interno di un’ex cava di argilla. C’è un’esplicita volontà del Comune di riattivarla e tra i progetti bloccati dal virus era stata annotata la creazione di un gruppo di volontari e associazioni disponibili a prendersi cura della zona di ripopolamento. —
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