Pigoni: «Bretella e Cispadana decisive in una fase così grave»
La consigliera regionale sassolese: «Ceramiche e industrie devono ripartire Il governatore Bonaccini è al lavoro per ottenere via libera già da questo lunedì»
Giulia Pigoni, consigliera regionale sassolese, esponente di “Azione” e presidente del gruppo consiliare “Bonaccini Presidente”, interviene in merito alla ripresa delle attività produttive (con particolare riferimento alla filiera ceramica e ai mercati alimentari) e spinge per la realizzazione di infrastrutture fondamentali quali Bretella e Cispadana.
Qual'è il suo pensiero in merito alle riaperture delle aziende?
«Chiaramente - esordisce - l’attenzione agli aspetti sanitari deve essere centrale. La maggior parte delle aziende, in Emilia-Romagna, sono già da tempo pronte a ripartire garantendo la massima sicurezza dei lavoratori. Sostengo in pieno le aziende della filiera ceramica (e non solo, penso anche alla filiera del legno e all’edilizia) che, in seguito al protocollo siglato da Confindustria Ceramica e rappresentanze sindacali in merito alla sicurezza dei lavoratori, stanno spingendo per riprendere la produzione. Ne va della sopravvivenza del nostro sistema industriale, che nei mercati internazionali si trova a fronteggiare competitor che non hanno mai smesso o hanno già ripreso a produrre. So che il Presidente Bonaccini si sta adoperando con grande determinazione per far sì che il Governo riveda le sue posizioni: auspico che lunedì ci possa essere il via libera».
Senza dimenticare le infrastrutture, bretella in primis, giusto?
«In questa situazione di emergenza - continua Pigoni - la realizzazione di infrastrutture funzionali alle imprese, come la Bretella Campogalliano-Sassuolo e la Cispadana, risulta ancora più fondamentale per sostenere la competitività dei nostri distretti industriali. Per questo ho sottoscritto con convinzione una risoluzione, di cui prima firmataria è la collega Palma Costi, che impegna la Regione ad accelerare e rendere cantierabili le due opere al più presto. Ora come mai, non si può perdere tempo o arenarsi nella burocrazia».
Ci sono altri settori che, a suo avviso, devono ripartire con urgenza?
«Penso per esempio ai mercati alimentari e contadini - aggiunge - come ci stanno chiedendo anche diversi Comuni e associazioni di commercianti. Attraverso aree delimitate da transenne e accessi controllati, questi mercati potrebbero tranquillamente rispettare tutte le norme sanitarie e il distanziamento sociale. Rappresenterebbero oltretutto una modalità alternativa di approvvigionamento di cibo che consentirebbe di alleggerire la pressione (e le file) nei supermercati. Limiterebbe anche l’uso della macchina perché spesso vicini alle abitazioni».
La fase 2 che altri problemi presenterà?
«Sono molto preoccupata - conclude - sulla gestione dei figli da parte dei genitori che torneranno al lavoro. Ci sono problemi pratici ed educativi da non sottovalutare. Sul fronte dei servizi 0-6 anni, è impossibile immaginare una fase gestita solo da congedi parentali, smart working, bonus tate, didattica a distanza. Poi mancano da parte del Governo indicazioni sul destino dei centri estivi , spesso organizzati da soggetti privati, associazioni di volontariato, oratori e parrocchie, che danno risposte alle esigenze dei genitori durante i mesi estivi. Si tratta di un’urgenza alla quale la Regione dovrà dare risposta». —
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