Casa di riposo a Montefiorino: accertamenti dei carabinieri
I Nas acquisiscono documenti, 4 ospiti trasferiti.Controlli anche in due strutture a Pavullo e a Modena
MODENA Accertamenti (fascicoli conoscitivi), nati uno da una segnalazione di un paziente, l’altro su segnalazione dei famigliari di un ospite deceduto. Nel mirino rispettivamente la casa residenza per anziani Casa Speranza di Gusciola di Montefiorino, il centro servizi anziani Fili D’Argento di Pavullo e la Cra San Giovanni Bosco di via Morselli a Modena. Le prime due strutture sono state interessate da accertamenti specifici del Nas.
La procura di Modena, guidata dal procuratore capo Paolo Giovagnoli, vuole fare chiarezza sulla situazione a alla luce della serie di decessi che si sono purtroppo succeduti nelle Cra di tutta la nostra provincia, con alcun picchi davvero drammatici come quelli registrati nella casa di riposo di Gusciola, all’interno della quale è stato pagato un prezzo molto alto per l'emergenza Covid-19: 14 ospiti morti e 26 positivi. Solo 6 ne sono rimasti immuni. Di fronte a questa emergenza e per capire l'idoneità delle strutture, le “storie” cliniche dei pazienti e se sia stato fatto di tutto per evitare contagi e decessi, ecco che la Procura ha dato mandato alle forze dell'ordine, e anche ai loro reparti specializzati, ovvero i Nas, di effettuare gli opportuni accertamenti. E, in attesa che siano passasti al vaglio tutti i documenti acquisiti preso la Cra di Gusciola, la Procura ha aperto un fascicolo.
Nel frattempo, la struttura ha già provveduto a trasferire quattro pazienti, ora ospitati preso l’Opera Pia Castiglione di Formigine: c’era carenza di Oss, operatrici socio sanitarie, e quindi per quegli ospiti i servizi potevano risultare non completamente adeguati. La stessa direttrice del distretto sanitario di Sassuolo, Federica Ronchetti, racconta il blitz dei Nas nella struttura. «Venerdì scorso i carabinieri del Nas, insieme a personale dell’Ausl di Sassuolo, hanno effettuato un sopralluogo presso la Cra di Montefiorino, alla presenza del gestore della struttura». «Il sopralluogo - spiega la direttrice Ronchetti - ha avuto come obiettivo quello di capire se erano state adottate tutte le misure di contenimento del virus e verificare il livello di assistenza garantito agli ospiti. Si è proceduto a verificare la consistenza dell’organico: si è quindi reso necessario ed indispensabile reperire personale Oss e infermieristico e procedendo all’incremento delle risorse infermieristiche per raggiungere un adeguato equilibrio tra il numero di pazienti e quello di operatori che nel frattempo sono stati sottoposti a test sierologico. L’Ausl ha inserito due infermieri volontari. Per poter garantire i parametri di assistenza , essendo limitate le risorse Oss per ora inserite, si è resa indispensabile la ricollocazione di 4 ospiti presso il reparto Covid di un’altra struttura. Appena rientrerà il personale della struttura gli ospiti verranno reinseriti nel loro contesto di vita presso la Cra».
Insomma, la visita dei carabinieri del Nas ha avuto anche l’immediato effetto di “accelerare” il trasferimento dei pazienti, dovuto alla carenza del personale.
Diversa la situazione presso la Cra Fili d’argento di Pavullo: qui l'ispezione del Nas è avvenuta lunedì e ha preso il via, come riferito dalla Procura, da un anziano ospite il quale, lui stesso, ha chiamato i carabinieri denunciando presunte irregolarità.
«A Fili d'Argento, dove seguiamo una sessantina di ospiti, non abbiamo avuto nessun caso di Coronavirus – sottolinea Gianluca Ferrari, coordinatore della struttura per Domus Assistenza –. Abbiamo limitato gli accessi già a fine febbraio e i contatti con i famigliari sono sempre stati mantenuti con videochiamate: non è mai emersa alcuna problematica particolare. Mi stupisce quindi un'eventuale segnalazione in Procura. Dall'ispezione di lunedì, approfondita, mi sembra sia emerso il buon lavoro fatto finora: non ci è stato contestato nulla sulle disposizioni anti-Covid, nessuna sanzione».
E infine il caso a Modena, presso la Cra San Giovanni Bosco, dove i morti sono stati oltre 15 e 19 i positivi: il figlio di una 96enne, ospitata nella struttura, ha raccontato come sua madre si fosse sentita male il 17 marzo e che solo il 24 sarebbe stata ricoverata a Baggiovara. Qui, sottoposta al tampone, è risultata positiva. Il 25 marzo sopraggiunto il decesso. Le forze dell’ordine ora, su disposizione del magistrato, stanno facendo degli accertamenti sulle cartelle cliniche. Per ora, riferisce la Procura, c’è in atto soltanto un accertamento, non c’è alcuna denuncia contro ignoti. —
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