«Mirandola esce dall’Unione? Lo faccia»
I sindaci Pd a Greco: «Non cerchi alibi». Palazzi: «Ragionerò per il bene di Finale». Goldoni: «Le emergenze sono altre»
Sono due le date segnate con il circoletto rosso dal sindaco di Mirandola per quanto riguarda il futuro dell’Unione. Il 4 maggio Alberto Greco ha infatti chiesto agli altri otto colleghi di essere informato su eventuali altri servizi da conferire in Ucman e il 30 giugno è la scadenza che l’attuale presidente ha per indicare quali servizi Mirandola intende confermare o riprendersi in carico. Perché Greco ambisce ad avere maggiore autonomia operativa sugli uffici in veste di sindaco.
Ma le reazioni al suo ultimatum, lanciato martedì in Giunta dell’Unione, sono piuttosto fredde. «Se fossi stato sindaco io 15 anni fa - premette il sindaco di Finale, Sandro Palazzi - non saremmo entrati in Unione che considero una forzatura sostenuta e incentivata dalla chimera di fondi in aumento. Ma ora che ci siamo è meglio che sia un ente efficiente e produttivo: indietro non si torna, ma Finale manterrà un equilibrio e io continuerò a fare gli interessi della mia comunità senza penalizzare gli altri. Poco tempo fa abbiamo conferito il servizio Tributi per renderlo più efficiente e recuperare le sacche di evasione. Si tratta di un conferimento che ritengo giusto e che difendo. Al momento non abbiamo altre necessità su Personale, Ragioneria, Servizio sociale tali da affidarli all’Unione».
Greco non trova sponde neppure nel sindaco di San Felice, Michele Goldoni, che sul dibattito glissa, rinviandolo a momenti più adeguati. «Visto il drammatico momento che stiamo vivendo - dice - ritengo che come sindaci dovremmo continuare a essere concentrati nell’ascolto dei nostri cittadini, cercando di dare risposte immediate ai loro bisogni. Quando l’emergenza sarà terminata potremo fare il punto, senza dubbio necessario, sull’Unione dei Comuni e sul suo futuro».
Durissima invece la replica dei sindaci di centrosinistra. «A memoria, nella storia recente di questo territorio, non ricordiamo dichiarazioni pubbliche da parte di un rappresentante delle istituzioni allo stesso tempo così ipocrite e irrispettose dei cittadini, dei loro organi di rappresentanza e, più in generale, della realtà. Il sindaco e presidente Greco parla di credere nella crescita e nel consolidamento dell’Ucman. Ci chiediamo se è lo stesso uomo che nei mesi della sua presidenza non ha avanzato una proposta che fosse una per migliorare il funzionamento di questo ente e che durante tutta l’emergenza non è stato capace di condividere con gli altri sindaci neppure la distribuzione delle mascherine e dei buoni spesa, arrivando ad abbandonare la videoconferenza dove se ne discuteva? Non possiamo accettare che lo stesso voglia ribaltare la realtà dicendo che Mirandola è l’unica a credere nell’Unione. Questo è davvero troppo. La gran parte dei servizi dell’Unione è fisicamente collocata a Mirandola e questo negli ultimi anni ha rappresentato un elemento di particolare vicinanza per i cittadini e l’amministrazione comunale mirandolese. Noi crediamo in un’Unione senza cittadini di Serie A o Serie B, un ente sicuramente da migliorare, ma non vogliamo certo sottostare ad incomprensibili ultimatum. Greco vuole trascinare Mirandola fuori dall’Unione? Lo faccia, ma non cerchi alibi su altri sindaci compresi quelli di Finale e San Felice, noi abbiamo sempre rispettato impegni ed accordi. Chiarisca le sue intenzioni e risponda delle sue decisioni ai cittadini dell’Area Nord ed a tutto il mondo imprenditoriale, che oggi più che mai si aspettano coesione ed uniformità di intenti». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google