Tutti le vogliono tutti le cercano le patate di Montese sono le più ambite
L’emergenza Covid ha aumentato la richiesta dei negozi ma le consegne sono razionate per la scarsa produzione
MONTESE
Tutti la vogliono. Tutti la cercano, ma lo scorso anno la produzione fu scarsa e allora con la forte richiesta di prodotti agroalimentari dovuti all’emergenza Coronavirus le consegne da parte dei produttori sono difficili e contingentate. La patata tipica di Montese appartiene al marchio “Tradizione e Sapori di Modena”, creato dalla Camera di Commercio per salvaguardare i tradizionali prodotti coltivati nel territorio provinciale. Il marchio distingue il tubero montesino dagli altri in commercio, garantendo al consumatore di aver acquistato la vera patata di Montese, prodotta senza l’uso di trattamenti chimici e caratterizzata da un’elevata qualità e conservabilità. La produzione della patata montesina, che vanta 58 aziende agricole aderenti al marchio, è localizzata nel comune e in parte nelle aree di Castel D’aiano e Gaggio Montano. «La commercializzazione della patata avviene attraverso diversi canali - afferma Mario Milani, tra i primi aderenti e responsabile del marchio - alcuni scelgono di vendere direttamente dalle proprie aziende, altri si affidano a negozi o alle fiere di prodotti tipici». La patata di Montese è un marchio ormai affermato, conosciuto oltre che in Emilia, anche in Toscana. Milani è titolare dell’azienda e agriturismo Il Palazzino; distribuisce le patate ai supermercati di Modena, Bologna e Ferrara. «Fornisco patate in confezioni vertbag da 2kg a Coop e Conad - chiarisce Milani - La Camera di Commercio, quando istituì il marchio, si interessò alla mia azienda e decisi di investire negli impianti e nelle attrezzature per la produzione di confezioni adatte ai supermercati». Il 2019 è stato un anno disastroso a causa delle avverse condizioni climatiche. «Venne la neve a maggio, poi 20 giorni di pioggia e infine un caldo torrido. Un clima del genere - spiega Milani - non permise lo sviluppo dei tuberi e la produzione diminuì della metà rispetto agli anni precedenti». C’è, comunque, una nota positiva: «Chi seminò in ritardo, era riuscito ad avere un buon quantitativo di patate a ha poi ottenuto un buon risultato», sottolinea Milani. Malgrado le difficoltà di coltivazione incontrate l’anno precedente, l’emergenza Covid-19 ha portato - pur nella criticità generale - una crescita della domanda. «Chi riforniva ristoranti - afferma - ha spostato la distribuzione nei negozi, dato l’aumento di persone a casa. Siamo costretti a razionare le consegne vista la quantità esigua di patate del 2019». Il marchio costituisce un valore aggiuntivo per l’economia agricola e culinaria del territorio, un binomio nel quale i consumatori continuano a credere, riuscendo a trovare patate di ogni varietà, adatte ciascuna per diversi piatti della tradizione emiliana. —
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