Mancano 35 milioni Pd: «Priorità salvare welfare e istruzione»
«Dobbiamo esser chiari: il problema che abbiamo di fronte è enorme ad oggi i dati ci dicono che è di entità superiore a quello della crisi post 2008: uno scenario nuovo, mai vissuto prima per la nostra città, per i nostri territori, il nostro Paese».
Il giorno dopo la notizia pubblicata ieri dal nostro giornale, il numero è ancora lì, ad incutere un po’ di timore anche nel Pd, partito che governa la maggioranza di piazza Grande: trentacinque milioni che alla fine dell’anno mancheranno alle casse comunali per gli effetti del Coronavirus.
Ecco perché dentro al partitone il ragionamento è iniziato già da qualche giorno: «La crisi economica, nata sulla scia dell'emergenza sanitaria, colpisce tutto e tutti - spiegano dalla segreteria cittadina che fa capo ad Andrea Bortolamasi - quindi anche i Comuni e gli Enti Locali che a differenza dello Stato non possono indebitarsi: pochi margini di manovra, ma un'enorme sfida davanti per esser in grado di rispondere a città profondamente cambiate».
Servizi al cittadino, investimenti per rimetter in moto il motore economico, politiche ambientali, offerta culturale diffusa: sono solo alcuni titoli, ma rendono l’idea della complessità della sfida: «I Comuni sono in prima linea nell'emergenza e sono colpiti su due fronti: interno (dipendenti e attività da rimodulare e ridefinire) e verso la città (servizi e appalti). Una nuova normalità da costruire, con un orizzonte chiaro: il futuro di Modena, per esser in grado di rispondere sempre più ad una città che cambia. Il lockdown, un Paese bloccato ha fermato buona parte del tessuto economico e produttivo, riducendo anche le normali entrate che sostengono la spesa pubblica e in particolare i servizi. Ridurre la spesa pubblica vuol dire ridurre i servizi: noi su questo però non vogliamo arretrare, perché la città merita risposte rapide».
Ora la priorità assoluta è la ripartenza del lavoro e dell’economia: garantendo ai lavoratori, oltre che un salario dignitoso, che solo la ripartenza può dare, le condizioni per svolgere il proprio lavoro in piena sicurezza: «Se il Paese non riapre, se il lavoro non riparte tutto è inutile e anche gli Enti locali saltano, questo non possiamo non dirlo: serve una ripartenza, in sicurezza, che però permetta di riaccendere il motore economico del Paese e dia spazio di manovra agli Enti locali, ai Comuni, come protagonisti della ripresa. È necessario il sostegno del Governo nazionale e il Pd deve essere il primo portavoce di questa battaglia: al centrodestra, l'abbiamo visto negli anni dei tagli dei Governi Forza Italia-Lega, i Comuni non interessano più, ma noi sappiamo che senza i territori non si va da nessuna parte. Senza le risposte dei Comuni, in prima linea nell'affrontare questa emergenza, non si possono dare risposte ai cittadini. Non ci arrendiamo però di fronte al freddo dato contabile: siamo abituati a parlare poco e a rimboccarci le maniche, come nella miglior tradizione di questa città. La priorità è quella di salvaguardare tutti i servizi alla persona che hanno reso grande Modena: welfare e scuola, servizi sociali e cultura, politiche giovanili e sport: una comunità fatta di legami sociali, reti di relazioni, che non vuole lasciare indietro nessuno: includere non escludere, accogliere non respingere».
Alla ripartenza, l'Amministrazione Comunale non potrà quindi farsi trovare con le porte chiuse: «Dovrà esser pronta rispondere ai nuovi bisogni, alle esigenze mutate dei cittadini, a fianco delle imprese e dei lavoratori. Il Pd, il suo gruppo consiliare, è pronto a fare la propria parte per far sì che nessuno resti indietro e a costruire il futuro della nostra comunità cittadina».
Già, ma 35 milioni di euro in sei mesi non sono proprio noccioline. —
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