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«ModenaFiere lavora al “dopo” ma il digitale non ci basta»

G.M.
«ModenaFiere lavora al “dopo” ma il digitale non ci basta»

Il settore fieristico in grandissima difficoltà chiede un sostegno: «Rischiamo di soccombere» Momoli: «Studiamo soluzioni per la ripartenza. La socialità in questo settore è essenziale» 

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L’INTERVISTA

Tra le vittime del Coronavirus c’è anche il sistema fieristico. «Il governo intervenga o rischiamo di soccombere» avverte l’Associazione esposizioni e fiere italiane sollecitando interventi urgenti e misure dedicate per i danni subìti a causa del Covid-19. Le richieste, al governo e alle istituzioni, vanno dal rimborso delle spese sostenute e dei mancati ricavi per gli eventi annullati e posticipati, alla proroga delle scadenze fiscali per almeno nove mesi, alla moratoria dei mutui, alla creazione di un fondo strutturale a sostegno del settore. In altri Stati, come la Germania, sono stati già concessi aiuti governativi.

E a Modena? Il quartiere fieristico, gestito dal gruppo BolognaFiere, ha già perso per cancellazione due manifestazioni previste per febbraio-marzo: Verdi passioni e Unimore-Orienta. Altre due sono state posticipate alla seconda parte dell’anno: Play e l’82esima edizione della Fiera di Modena. «Siamo nella più grande incertezza attendendo i provvedimenti del governo - spiega il direttore generale Marco Momoli, in carica da meno di un anno – Dopo Modenantiquaria, come tutti, abbiamo dovuto sospendere o annullare ogni tipo di appuntamento».

Le manifestazioni fieristiche, ogni anno, generano in Italia affari per 60 miliardi di euro e danno origine al 50% dell’export delle aziende che vi partecipano. «E c’è un grande indotto che ovviamente subisce anch’esso le ripercussioni di questo stop – aggiunge Momoli - e moltiplica le ripercussioni economiche negative». L’Europa, e il mondo sono nelle stesse condizioni, si spera tutti in settembre. «Le Fiere sono un momento insostituibile di contatto tra le persone, non si può pensare di sostituirle con il digitale tout court. All’inizio di maggio la Fiera del libro per bambini, il più importante appuntamento mondiale di settore, dal 1964 a Bologna, verrà proposta in versione completamente digitale. Stiamo studiando soluzioni per il dopo emergenza – dice Momoli - ma la socialità non si può sostituire completamente con la tecnologia».

Le manifestazioni di ModenaFiere da settembre in poi sono per ora confermate. Il rischio di avere tanti eventi ravvicinati e in concorrenza, secondo Momoli, lo si può correre: «Saremmo contenti di lavorare tutti e ogni settimana proporre una manifestazione. Questa situazione rischia purtroppo di far perdere all’Italia la leadership fieristica internazionale in diversi settori di riferimento per il Made in Italy». Ovvero, se le manifestazioni cancellate o rinviate non troveranno una adeguata ricollocazione nel calendario internazionale il rischio è che altri si approprino di questo mercato, avvantaggiando i competitor stranieri. Al 27 marzo, dati Aefi, erano già 138 le manifestazioni fieristiche posticipate in Italia, di cui 63 a carattere internazional, e 30 quelle annullate. —

G.M.

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