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Emilia Romagna: da lunedì il via alla vendita diretta di cibo e bevande ma solo da asporto

Emilia Romagna: da lunedì il via alla vendita diretta di cibo e bevande ma solo da asporto

L’assessore al commercio Andrea Corsini rivela la prossima ordinanza della Regione

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L’ANNUNCIO

«Stiamo lavorando a un'ordinanza che da lunedì prossimo, 27 aprile, permetterà il ritorno alla vendita di cibo e bevande da asporto da parte di esercizi e attività artigiane, dalle rosticcerie alle gelaterie. Lo si potrà però andare a ritirare solo dietro ordinazione on-line o telefonica e quindi in maniera contingentata, per evitare assembramenti fuori dal locale e la presenza di non più di un cliente dentro». Così l’assessore regionale al Commercio in Emilia-Romagna, Andrea Corsini. Una possibile apertura dunque, subito caldeggiata con forza da Daniele Casolari, segretario della Licom: “ Giusto consentire l’asporto dei cibi. Si prenda esempio dall’ordinanza della Regione Toscana».

«È arrivato il momento, per le attività di ristorazione, di poter fare anche l’asporto e non solo la consegna a domicilio. Si tratta di una attività a bassissimo rischio grazie a pochi accorgimenti che consentirebbe alle attività quali ristoranti, pizzerie, rosticcerie, gelaterie, pasticcerie, di riprendere gradualmente a lavorare» afferma il segretario della Licom.

Casolari fa un esempio a tal proposito: «La Regione Toscana ha già emanato il 22 aprile un’ordinanza che consente questa tipologia di vendita che è, in tutto e per tutto, assimilabile alle attività commerciali di vendita al dettaglio dove, per altro, è già consentita la vendita per asporto anche di cibi preparati. L’ordinanza della Toscana, che invitiamo a prendere ad esempio anche dalla nostra Regione, prevede la preventiva ordinazione online o telefonica dei prodotti, non quindi presso l’esercizio, in modo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano in modo dilazionato, impedendo di sostare nel locale più del tempo necessario alla consegna e al pagamento». Casolari conclude: «Pensiamo davvero che sia arrivato il momento anche per questa riapertura: la gradualità per chi, come questa tipologia di esercizi, è stato costretto a chiudere prima e a lavorare soltanto con le consegne a domicilio poi, è fondamentale». —



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