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la mossa inattesa 

Liquidazione delle Valli Due Comuni si sfilano: «Saldo veloce e sconto»

D.M.

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PAVULLO

Colpo di scena nella turbinosa vicenda del maxi debito lasciato dal consorzio di promo commercializzazione Valli del Cimone. Il fronte pubblico di chi non vuol pagare si spacca: «Due dei dieci Comuni che fanno capo all’Unione del Frignano hanno deciso di accettare la mia proposta di una riduzione della quota dovuta al 70% circa in cambio di un rapido pagamento - annuncia il liquidatore Corrado Cavallini - ed è un segnale importante: mi auguro che gli altri sindaci ci riflettano prima di avanzare verso una causa che comporterà il dispendio di altri soldi pubblici con il rischio, per i Comuni, di non dover pagare solo il 100% ma anche tutte le annesse spese legali».

La notizia dei due sindaci che “si sfilano” arriva proprio nel momento in cui l’Unione ha deliberato, il 15 aprile, di opporsi all’ingiunzione di pagamento di 112.603 euro notificata il 5 febbraio dal Tribunale di Bologna, a cui Cavallini si è rivolto tramite i suoi consulenti. Da parte sua, l’Unione ha stanziato 8.145 euro incaricando l’avvocato Luca Ferrari di Bologna. Lo stesso a cui si è rivolto il Comune di Pavullo, l’altro debitore maggiore per parte pubblica, a cui sono stati chiesti 121.713 euro. Va da sé che non è Pavullo uno dei due Comuni che si sono sfilati.

Il debito complessivo lasciato dal Valli con annessi e connessi legati alla liquidazione sancita nel novembre 2018 si aggira sui 900mila euro. Se tutti accettassero una soluzione al 65-70% si ridurrebbe a 600mila circa. Che andrebbero corrisposti secondo la ripartizione già proposta da Cavallini, cioè secondo i servizi avuti dal consorzio. Mentre i Comuni hanno sempre chiesto una ripartizione in base alle quote. —

D.M.

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