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Confcommercio, Famiglia Artigiana e altri 30: «Tasse locali, i sindaci fanno tropo poco Subito misure per Tari, Tosap, Imu»

Carlo Gregori
Confcommercio, Famiglia Artigiana e altri 30:  «Tasse locali, i sindaci fanno tropo poco Subito misure per Tari, Tosap, Imu»

Sono alcune delle misure urgenti chieste da Tommaso Leone, presidente provinciale Confcommercio, e Modena Antonio Verrillo, residente Famiglia Artigiana Modenese, per conto delle 4mila micro, piccole e medie imprese associate in una lettera aperta inviata ieri al sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli

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MODENA. Azzeramento della Tari per il periodo di chiusura, riduzione della Tari proporzionalmente alla perdita di fatturato per le attività rimaste aperte; riduzione della Tari per i mesi del 2020 in cui le imprese saranno attive, commisurato alla minore produzione di rifiuti; azzeramento della Tosap/Cosap per tutte le attività in sede fissa e su suolo pubblico rimaste chiuse; sospensione del versamento dell'acconto Imu e immediata apertura di un tavolo tecnico che per il 2020 rimoduli le aliquote sulle categorie in crisi; agevolazioni, esenzioni e sospensione di ogni adempimento burocratico per gli allestimenti esterni per bar, ristoranti, pub, catering; stop alla tassa di soggiorno.

Sono alcune delle misure urgenti chieste da Tommaso Leone, presidente provinciale Confcommercio, e Modena Antonio Verrillo, residente Famiglia Artigiana Modenese, per conto delle 4mila micro, piccole e medie imprese associate in una lettera aperta inviata ieri al sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli (uno per tutti, dato che è anche presidente della Provincia). Il dito è puntato verso i troppi proclami e i pochi interventi mirati che avranno, secondo loro, effetti concreti. I motivi: nessuna riduzione dell'Imu, nessun azzeramento della Tari per i mesi di inattività, nessun taglio della Tosap per suolo non occupato e tanto altro. Troppo poco è stato fatto finora, dicono: il sindaco intervenga.

Un documento pubblico che è anche un drammatico elenco delle difficoltà da affrontare per un’ampia serie di settori del commercio, del turismo, della ristorazione, dei servizi, dell'artigianato, delle professioni rimaste colpite in parte o in tutto dal Lockdown.

Scrivono i due dirigenti delle associazioni di categoria a nome di 30 altri rappresentanti che hanno firmato la lettera da tutta la provincia: «Le nostre imprese, nel 90% dei casi, sono chiuse da oltre un mese e mezzo, alle prese con una situazione che ne sta mettendo a dura prova la sopravvivenza e la tenuta occupazionale. Peraltro anche le attività a cui è stato permesso di rimanere aperte, come ad esempio gli ottici – con l'unica eccezione di quelle del comparto alimentare - hanno subito cali di fatturato superiori all'80%».

Scrivono Leone e Verrillo: «Le misure varate dal Governo ed annunciate con immotivata enfasi si sono rivelate fino ad ora sostanzialmente inutili a dare l'ossigeno di cui le nostre imprese hanno bisogno per affrontare l'emergenza e tentare, almeno, di pianificare i mesi successivi al suo superamento. Ci saremmo aspettati di più a sostegno della liquidità delle imprese, sul terreno sociale e della difesa del lavoro dipendente e del lavoro autonomo, in materia fiscale e di snellimento della burocrazia a carico delle aziende. Ci saremmo attesi un atteggiamento di maggiore comprensione da parte delle Istituzioni locali relativamente alla complessità nel quale si sono ritrovate gran parte delle 70 mila imprese del territorio modenese».

Una verifica di Confcommercio ha infatti portato alla conclusione che in nessun Comune modenese si è andati più in là del semplice spostamento delle scadenze di tributi e Tari (rifiuti). Di qui un elenco di richieste urgenti. Che tengano conto anche delle gravissime difficoltà a cui vanno incontro anche locali pubblici, hotel e strutture per il turismo, settori dal futuro ancora incerto. —


 

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