Gazzetta di Modena

Modena

Un 25 aprile virtuale 

«E ora torniamo a guardare il futuro con speranza»

«E ora torniamo a guardare il futuro con speranza»

Il sindaco Muzzarelli all’omaggio senza pubblico, con mascherina e distanziati Tonelli (pneumologo): «Nessuno deroga al personalismo e al singolo interesse»

3 MINUTI DI LETTURA





«Vogliamo tornare a guardare al futuro con speranza e coraggio, e ricordarci che una volta passata questa tempesta saremo chiamati e ricostruire un mondo più giusto, più equo, più sostenibile». Con queste parole il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha voluto celebrare i valori della democrazia e della libertà ml suo discorso al 75° anniversario del 25 Aprile, un giorno della Liberazione particolare, con la popolazione ristretta nelle proprie case e le manifestazioni in streaming.

La giornata celebrativa è stata scandita da un programma consueto ma senza pubblico: alle 10 la messa in duomo celebrata dall’arcivescovo monsignor Erio Castellucci in presenza delle sole autorità, poi alle 11 la Corona al Sacrario ai Caduto in piazza Torre. Muzzarelli ha invitato a «non utilizzare a proposito del virus la retorica di guerra, come spesso abbiamo sentito fare in questi giorni, perché è un linguaggio che porta necessariamente a cercare un nemico. E il rischio che corriamo in prospettiva è quello di cominciare a pensare agli ammalati come nemici, non come vittime».

A questa cerimonia scarna e deserta, in sala consiliare, alla sola presenza dei rappresentanti delle associazioni partigiane e con i consiglieri collegati da "remoto" in video-conferenza, sono intervenuti il presidente del Consiglio comunale Fabio Poggi, lo pneumologo al Policlinico di Modena Roberto Tonelli e il presidente della Fondazione San Carlo Giuliano Albarani.

Ha parlato di fiducia verso il futuro Roberto Tonelli, pneumologo del Policlinico di Modena, decisamente in “prima linea” sul fronte dell’emergenza: «Occorre iniziare a pensare di ricostruire una socialità con nuove regole e principi. Dovremo attingere alla nostra coscienza di cittadini per dare vita a forme inedite di quotidianità». I valori a cui ispirarsi, però, non saranno cosi lontani da quelli che motivarono durante la Resistenza «persone con ideologie e storie differenti, animati tuttavia da un‘energia unitaria protesa alla realizzazione di un’ideale democratico». Per Tonelli, infatti, la «Liberazione ai giorni nostro passa necessariamente per una non dissimile presa di coscienza del proprio ruolo. E dell’importanza collettiva che ogni singolo ruolo ricopre. Nessuna deroga al personalismo, nessuna difesa dell’interesse singolo a scapito del bene comune, nessuna manifestazione di egoismo sarà compatibile con la nostra rinascita. Abbiamo un grande maestro che può guidarci in questo: il nostro passato. Ora come allora, ha aggiunto il medico, siamo “chiamati ad onorare un senso di responsabilità verso la Storia che ci vede rinunciare all’interesse singolare per conseguire un ideale condiviso». L’intervento del sindaco si è aperto con l’appuntamento per festeggiare insieme in piazza il prossimo anno, ma «nel 75° della Liberazione abbiamo aderito all’appello dell’Anpi per celebrarlo distanti ma uniti». Muzzarelli ha dato una stoccata ai “sovranisti”: «Il gioco dei sovranisti – ha spiegato - ha mostrato il volto nascosto: chi dice di volere un'Europa diversa ma vuole un'Europa in cui ognuno è nemico dell'altro, in realtà vuole la fine dell'Unione, per tornare a quell'Europa in cui ci siamo fatti la guerra per secoli». Davanti alla Ghirlandina si è poi concluso il programma itinerante di musica - canti della Resistenza e canzoni del Coro delle Mondine di Novi - sul furgone che dal 22 aprile ha fatto il giro di tutti i cippi ai caduti della Resistenza nel Comune di Modena. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google