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“Mafiosi e comunisti in piazza” Bufera sul consigliere Garuti

Francesco Dondi

Scivolone dell’ex candidato sindaco del centrodestra sugli eventi del 25 aprile La difesa: «Ho raccontato una verità oggettiva, non sono stato inadeguato»

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Qualcuno lo ha considerato uno scivolone, altri sono rimasti indignati, altri ancora hanno condiviso la sua analisi spot. Di certo l’uscita social di Roberto Garuti non è passata inosservata, soprattutto nel giorno della Liberazione. Il candidato sindaco leghista, ora a capo dell’opposizione di centrodestra in Consiglio comunale, ha infatti conviso sul proprio profilo facebook una cartolina del senatore Enrico Aimi, che metteva insieme alcuni temi politici piuttosto divisivi negli ultimi giorni. “Comunisti in piazza, mafiosi liberi. Italiani ai domiciliari” recitava lo slogan del senatore che ha optato come sfondo per una foto in bianco e nero del 25 aprile su cui è curiosamente caduta anche la scelta del Partito Democratico. Aimi fa ovviamente riferimento al decreto che ha autorizzato l’Anpi a partecipare in delegazione alle manifestazioni cittadine e alla polemica su alcuni mafiosi inviati ai domiciliari da parte dei giudici di Sorveglianza. Il tutto abbinato agli obblighi urbi et orbi di restare a casa per sconfiggere la pandemia.

Ebbene Garuti, imprenditore agricolo molto conosciuto e che riveste anche numerosi incarichi istituzionali, ha scelto di condividere quella cartolina aggiungendo un commento che in altre epoche avrebbe suscitato immediate reazioni e sdegno politico. “Pazienza per i mafiosi, ma i comunisti...”, scrive l’ex candidato sindaco leghista. «Mi sono limitato a riportare la realtà attuale - ha detto ieri al telefono alla Gazzetta - I mafiosi vengono liberati dal Decreto Conte (ricostruzione smentita a più riprese dal Governo che ha sempre indicato i magistrati di Sorveglianza come gli unici depositari ad intervenire) e l’Anpi va in piazza grazie ad un decreto mentre il resto degli italiani sono costretti ancora in casa a distanza di mesi. Se non sbaglio ci sono invece parlamentari di Sinistra, che hanno annunciato e si sono autodenunciati, anticipando che il 25 aprile sarebbero usciti per celebrare in piazza. Frase infelice, inopportuna e sgradevole perché avvicina mafiosi e comunisti? Non penso proprio di aver detto nulla di male...Questa è la realtà oggettiva». —



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