Gazzetta di Modena

Modena

il caso 

«Nidi ai privati, stop all’ideologia che sfrutta i bimbi: conta la qualità»

Luca Gardinale
«Nidi ai privati, stop all’ideologia che sfrutta i bimbi: conta la qualità»

Il presidente della cooperativa Gulliver Massimo Ascari: «Oggi le famiglie non guardano al gestore, ma al servizio»

3 MINUTI DI LETTURA







Ricorda che il servizio è pubblico, e invita tutti a liberarsi dalle contaminazioni ideologiche e a concentrarsi sull’aspetto più importante: la qualità dell’educazione che garantiamo ai nostri bambini. Massimo Ascari, presidente della cooperativa modenese Gulliver, che gestisce 7 dei 48 nidi d’infanzia presenti in città, interviene così sulla possibilità che alcuni asili comunali (oggi quelli a gestione diretta sono 15) vengano esternalizzati. E se Cgil, Udi e la forza di maggioranza della Sinistra per Modena hanno bocciato senza riserve questa possibilità, da Ascari arriva un invito a mettere da parte le questioni ideologiche: «Qualcuno dimentica che i servizi di cui parliamo sono pubblici - spiega il presidente Gulliver - e che le famiglie che hanno un bambino al nido pensano alla qualità del servizio, e non al fatto che la gestione sia comunale, in mano a una cooperativa o a un’associazione. Insomma, parliamo di servizi pubblici per i nostri bambini, quindi bisognerebbe liberarsi dalla contaminazione un po’ ideologica che utilizza i bimbi per portare avanti idee legittime ma superate se parliamo di servizi alla persona, portando però ad affermazioni che come presidente non posso accettare». Il riferimento è all’assunto secondo il quale solo gli asili comunali sarebbero di “serie A”: «In Gulliver abbiamo educatrici laureate e competenti, che in diversi casi hanno anche fatto formazione al personale comunale, e io non posso permettere che qualcuno lasci intendere che siano meno preparate di altre». Un’esperienza quarantennale, quella della cooperativa modenese, portata avanti «non come soggetto privato - precisa Ascari - come si sente dire di recente in modo riduttivo e semplicistico, ma gestendo servizi e strutture pubbliche come privato sociale qualificato, seguendo regole e standard ben precisi, sottostanti a norme tutelanti per tutti». Il presidente ricorda infatti che «nei bandi del Comune di Modena la parte qualitativa incide per l’80% del punteggio, e quindi il progetto pedagogico è molto più importante della proposta economica. Lo dico perché non tutte le amministrazioni fanno scelte così “forti” in direzione della qualità del servizio». Una scelta molto importante, anche perché oggi «è assodato che i genitori dei bambini che frequentano i servizi all’infanzia non si pongono necessariamente il problema di chi sia il conduttore del servizio, ma hanno a cuore la qualità delle cure che verranno riservate ai loro figli, la formazione, la qualifica e l’empatia del personale impiegato, l’adeguatezza delle risorse e gli investimenti per la gestione e manutenzione degli impianti e degli immobili. Sono perfettamente a conoscenza di come si lavora in un determinato nido o scuola d’infanzia, li conoscono per nome, indirizzo e reputazione: la prova concreta è anche data dalle preferenze espresse dalle famiglie al momento dell’iscrizione». Il presidente Ascari si dice quindi certo «che l’interdipendenza tra pubblico, privato sociale e cittadini in un sistema integrato sia la chiave del successo del modello educativo che si è venuto a creare in questi anni, e che tale approccio vada perseguito e difeso consapevolmente, a mantenimento e beneficio dell’intero sistema dei servizi educativi». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google