«Non obblighiamo nessuno ma ora si deve ripartire»
Horacio Pagani (nella foto), fondatore di Pagani Automobili, sottolinea che «nonostante il fermo produttivo, si può dire che in queste settimane alcune aree aziendali non si sono mai fermate, come la parte di progettazione e di calcolo e lo sviluppo creativo, andate avanti in smart working. Ora c’è però bisogno di ripartire prima possibile per lo sviluppo dei modelli, dei loro componenti e di tutte le lavorazioni meccaniche. Anche a compagnia chiusa abbiamo provveduto a far arrivare dalla Cina circa 9mila mascherine, alcune delle quali sono state consegnate ai nostri dipendenti a domicilio. Ora seguiremo le indicazioni per riaprire secondo gli standard di sicurezza più elevati. In ogni caso, e questa è stata una scelta della direzione, non obbligheremo le persone a rientrare: nel caso in cui vi siano particolari timori e preoccupazioni queste saranno libere di scegliere, ovviamente senza che ciò comprometta l’impegno di Pagani nei confronti di rivenditori e clienti». —
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